Quando Ottaviano questa mattina si sveglierà, il feretro di Raffaele Cutolo sarà già stato sepolto nel cimitero di via Vecchia Sarno. La salma, partita ieri pomeriggio dall’ospedale Maggiore di Parma è arrivata intorno a mezzanotte nel camposanto comunale. Scortata da due auto della polizia che, a staffetta, l’hanno accompagnata fino al cancello di ingresso del cimitero. All’esterno pattuglie dei carabinieri e poliziotti, in divisa e in borghese e l’intero perimetro del camposanto controllato a distanza. Un arrivo blindato, senza alcuna possibilità di avvicinarsi. Nel silenzio della notte aspettando la sepoltura. A benedire il feretro davanti ai pochi familiari, tra i quali la moglie Immacolata Iacone, la piccola Denyse, la sorella Rosetta e il fratello Pasquale a cui è stato concesso di assistere al rito funebre, anche il parroco del quartiere e le forze dell’ordine che non hanno perso di vista la bara. Ieri mattina, prima che cominciasse l’autopsia disposta dal pm di Parma, Ignazio Vallardi, è stato consentito alla moglie dell’ex capo della Nco, Immacolata Iacone, e alla figlia tredicenne, Denyse, di rendere l’estremo saluto alla salma. Pochi secondi per poi procedere al rito della vestizione del cadavere sotto gli occhi vigili degli agenti della penitenziaria che non hanno lasciato per un attimo la salma. L’ultimo atto della vita di Cutolo, poi il sipario sul padrino del vesuviano sanguinario e da oltre trent’anni sepolto vivo in carcere. Intanto a parlare è stata la moglie che ha affidato ai social le sue parole dopo il silenzio di questi giorni: «Sono una moglie, una mamma, una donna semplice – dice Immacolata Iacone – oggi raccolta nelle mie sofferenze e nel mio dolore per la perdita di mio marito ma voglio ringraziare tutti. Tutti quelli che hanno espresso una buona per lui e per noi, ma anche quelli che hanno espresso parole violente e di sfogo anche se nessuno può permettersi di giudicare, ognuno di noi nasconde gli scheletri nell’armadio, ognuno di noi ha commesso peccati». Immacolata non trattiene la rabbia ma invoca il perdono divino, quello che in più occasioni ha ribadito «Dio riserva a tutti un perdono e lo farà con tutti, senza alcuna distinzione». Poi aggiunge «Mia figlia ha sopportato e continua a sopportare con grande dignità ogni vostra parola, è ancora una bambina ma sta diventando una donna grazie a due splendidi genitori». Il pensiero va poi al marito defunto e conclude «Raffaele per noi è stato tutto, il pilastro della mia via  della nostra vita, e resterà, nei nostri cuori: voi lo definite in mille modi, ma è stato un uomo che ha commesso i suoi errori e che ha pagato fino all’ultimo giorno, condannato al 41 bis, a ergastoli, e ha scontato la sua pena, una pena decisa da chi lo ha utilizzato, usato e poi condannato, ora pero lasciateci perdere. Ho una figlia da crescere mia figlia, come ho sempre fatto a testa alta, con amore e con tutta la forza che mi rimane».

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