«Noi, stritolati dalla crisi Così gli hotel chiudono»

Salvatore Piro,  

«Noi, stritolati dalla crisi  Così gli hotel chiudono»

“Dopo un anno tornare in zona arancione è un colpo durissimo. Ormai non è più una crisi, ma una catastrofe economica e occupazionale. E’ così in tutta Italia, ma dalle nostre parti il dramma è ancora più sentito. Eppure il governo ha stanziato ingenti risorse per il sostegno alle imprese, ma questi fondi sono stati ripartiti molto male. I criteri di assegnazione sono stati scelti con grave negligenza, favorendo a dismisura i tour operator e gli agenti di viaggio a discapito di tutti gli altri”. E’ la denuncia – testimoniata dai numeri ufficiali forniti dallo Stato – lanciata da Polisto Amitrano, storico albergatore di Pompei e titolare, tra gli altri, del noto Hotel Mec in via Plinio a due passi dal Parco Archeologico di Pompei.

Gli Scavi nell’anno della pandemia hanno registrato un drammatico crollo dei visitatori pari all’85%: 564.941 i biglietti staccati nel 2020, meno del 15% rispetto ai 3.805.094 tagliandi venduti l’anno prima. “Le guide, gli accompagnatori, gli stagionali e tutta la filiera di aziende, dai trasporti ai bar fino ai ristoranti, sono rimasti con le briciole. Questa ingiustizia, adesso, è ancora più inaccettabile.

Anche gli alberghi sono stati particolarmente penalizzati. A oggi, il mio albergo ha ricevuto ristori pari alla somma della Tari e dell’Imu, in pratica niente; ma i costi di manutenzione sono correnti” prosegue Amitrano, che ha in pratica sgranato gli occhi leggendo le cifre, fornite dallo Stato, che testimoniano come anche alcuni piccoli tour operator e intermediari di Pompei abbiano incassato già due tranche di ristori nazionali che oscillano tra i 700mila e i 2 milioni di euro.

“Cifre che non avrebbero guadagnato lavorando a pieno regime; e in più non hanno che un solo ufficio da mantenere in piedi. Questa assurdità si è resa possibile in quanto il calcolo per attribuire i ristori è basato sul calo del fatturato aziendale. Come se ciò non bastasse, a distorcere la perversa ripartizione dei fondi, gli agenti di viaggio non hanno avuto alcun limite nelle somme da percepire come ristoro” prosegue l’albergatore di Pompei. E’ tutto vero.

Perchè per la filiera turistica il Governo ha usato due pesi e due misure. Agenzie di viaggio e tour operator, infatti, hanno ottenuto un contributo a fondo perduto senza la predisposizione di un tetto massimo. Al contrario, per gli alberghi, lo Stato ha deciso per un contributo massimo erogabile pari a 150mila euro.

La discriminazione è, se possibile, resa ancora più evidente dalla diversità del parametro stabilito come base del “periodo di calcolo relativo alla differenza di fatturato e corrispettivi”. Per i tour operator, il calcolo delle perdite è stato effettuato su 6 mesi: dal 23 febbraio al 31 luglio 2020. Per gli alberghi invece “i ristori sono stati calcolati in base alle differenze di incassi” relativi a un solo mese: “calo del fatturato tra aprile 2020 e aprile 2019” si apprende dalla documentazione consultabile sul sito Mibact.

“È opportuno istituire una sorta di tavolo di crisi su Pompei, così come è d’uso per le grandi aziende in difficoltà. La Regione conclude Amitrano – e il Comune di Pompei si facciano promotori presso il Ministero per concertare misure adeguate alla gravità della situazione”.

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