Sos al Viminale da 10 sindaci dell’area vesuviana e torrese: «Follia in strada, servono agenti»

Salvatore Dare,  

Sos al Viminale da 10 sindaci dell’area vesuviana e torrese: «Follia in strada, servono agenti»

«Non ce la facciamo più, servono aiuti per potenziare i controlli e fermare l’avanzata del Covid 19». E’ il grido di dolore lanciato da dieci sindaci dell’area vesuviana che escono allo scoperto e chiedono apertamente l’intervento di ministero dell’interno, Prefettura di Napoli e questura.

Perché, in particolare nell’ultimo fine settimana, complice anche il bel tempo, non sono mancati pericolosi assembramenti. Così, i sindaci di Torre del Greco, Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, Somma Vesuviana, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia e Villa lanciano l’allarme: se si dovesse continuare così, con pochi controlli, si rischia un boom di contagi in un territorio già profondamente ferito dalla pandemia. «Noi, sindaci dei Comuni vesuviani, in rappresentanza di una popolazione di 250.000 persone, non possiamo che esprimere ulteriormente il nostro sgomento per le scene a cui abbiamo assistito pochi giorni fa – si legge nella lettera – Domenica scorsa, un qualunque giorno festivo, soleggiato, di fine inverno, la maggior parte della popolazione era in strada senza alcuna misura di contenimento anti Covid: persone assembrate fuori ai bar, nelle piazze, senza mascherina, a distanza ravvicinatissima, che ha abbassato la guardia e che non ha alcun senso di responsabilità. Da soli non ce la facciamo più e non reggiamo più le pressioni di chi vorrebbe, a giusta ragione, chiusi gli spazi all’aperto e non le scuole e i ristoranti, dove le indicazioni per il contenimento del contagio sono ampiamente rispettate. I nostri agenti di polizia locale non sono più in grado di effettuare tutti i controlli che andrebbero effettuati e di fronteggiare il totale caos e la spaventosa anarchia che regnano ormai sovrani nelle nostre strade. Abbiamo dato fondo a tutte le riserve di lavoro straordinario, abbiamo organizzato turni di servizio massacranti, molti di loro si sono ammalati di Covid 19 mentre operavano a favore della collettività. Ora non ce la fanno più, noi non ce la facciamo più. Le forze dell’ordine presenti sul territorio in ordinario fanno il massimo ma è impossibile contrastare questa situazione con gli uomini ad oggi presenti sui nostri comuni. Per questo – concludono i sindaci – chiediamo a gran voce che siano aumentate le forze dispiegate nei nostri territori e che si riprendano le attività di controllo per il rispetto delle regole decise dallo Stato. Chiediamo altri uomini, altri mezzi, altre risorse economiche per garantire che le norme vengano rispettate e gli abusi sanzionati». Non viene dimenticata la condizione in cui versa la scuola, con lezioni a distanza ormai divenute una costante: «Ai nostri bambini stiamo negando il diritto all’istruzione, all’aggregazione, allo sport, alla crescita individuale e di gruppo; ai nostri anziani stiamo negando la compagnia dei loro familiari, dei loro nipotini, condannando – purtroppo – alcuni di loro a vivere gli ultimi momenti della vita in totale solitudine e abbandono, a troppi stiamo negando il diritto al lavoro, eppure la fine del tunnel appare lontana». Tensione alle stelle anche nell’Agro nocerino sarnese dove i sindaci hanno avuto un confronto con il prefetto di Salerno Francesco Russo. All’ordine del giorno la necessità di instaurare una piattaforma istituzionale per valutare se e quando potranno riprendere le lezioni in presenza. I Comuni (ha preso parte al dibattito pure l’amministrazione di Cava de’ Tirreni), nonostante appartengono in distretti sanitari diversi, costituiscono un’area contigua, caratterizzata da un’elevata densità abitativa e dalla mobilità sul territorio degli studenti, che si spostano quotidianamente dai comuni di residenza a quelli sede degli ostituti scolastici. Dai contributi al tavolo istituzionale è emersa la necessità di coinvolgere l’Asl. Al termine dell’incontro si è concordato che i sindaci si confronteranno, con cadenza settimanale, nel corso di appositi incontri ai quali parteciperanno anche i referenti dell’azienda sanitaria di Salerno e dei distretti sanitari, «per condividere ed esaminare i dati disponibili sulla piattaforma Sinfonia al fine di meglio orientare le scelte dei diversi territori».

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