Ambiente: sette denunce nel polo nautico di Torre Annunziata

Redazione,  

Ambiente: sette denunce nel polo nautico di Torre Annunziata

TORRE ANNUNZIATA – Una persona denunciata per scarico di acque reflue, altre due per gestione illecita dei rifiuti e quattro per emissioni non autorizzate. È il bilancio di un’ampia azione di controllo dei carabinieri del comando per la tutela ambientale nell’area del polo nautico ex area Aprea Mare di Torre Annunziata, azione coordinata dalla Procura oplontina e finalizzata a contrastare il fenomeno delle violazioni in materia ambientale. Dopo circa un mese dai primi sequestri, i carabinieri del Noe di Napoli, supportati dai militari del gruppo di Torre Annunziata, hanno concluso le attività di verifica degli opifici industriali operanti nell’area gestita dalla società Condominio Marina di Torre Annunziata, al cui interno insistono aziende operanti nel settore dell’alaggio, rimessaggio e manutenzione natanti.

In sede di primo controllo i militari del reparto speciale dell’Arma, dopo aver accertato che l’impianto di depurazione per le acque nere, di dilavamento e meteoriche a servizio dell’intero polo nautico presentava gravi malfunzionamenti che ne avevano compromesso il funzionamento, tanto che i rifiuti liquidi presenti all’interno di una vasca di accumulo tramite un sistema di bypass e pompe sommerse venivano sversati direttamente sul terreno, sottoponevano a sequestro l’impianto e il by pass. Nei giorni successivi il Noe ha dato inizio ad una serie di controlli a tappeto su tutti gli opifici del polo nautico, allo scopo di verificare la regolarità e il rispetto della normativa ambientale a tutela delle matrici suolo, acqua e aria. Al termine dell’attività ispettiva sono state denunciate sette persone: una per scarico di acque reflue sul suolo in assenza di autorizzazione; due per gestione illecita di rifiuti, con contestuale sequestro di due aree dove erano illecitamente stoccati rifiuti speciali pericolosi e non; quattro per emissioni in atmosfera non autorizzate. Alcuni titolari degli opifici, allo scopo di sottrarsi ai controlli, avevano sospeso temporaneamente la loro attività.

Nonostante questo i responsabili sono stati rintracciati e denunciati all’autorità giudiziaria. Su delega della Procura infine sono in corso le verifiche necessarie finalizzate ad accertare il livello di contaminazione del suolo dove venivano scaricati i rifiuti liquidi e a classificare i rifiuti abbandonati per il successivo corretto smaltimento a spese degli indagati.

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