Il sindaco di Sorrento: “Covid, turismo e crisi: ora dobbiamo ripartire”

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Il sindaco di Sorrento: “Covid, turismo e crisi: ora dobbiamo ripartire”

Massimo Coppola, sindaco di Sorrento. Per il turismo non sono giorni felici: ormai da mesi combattiamo con un’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio il sistema. A breve Sorrento vara gli Stati generali del turismo.

In cosa consiste questa iniziativa?

«Sorrento deve essere capofila perché dobbiamo rivendicare e riconquistare una leadership della città. Sorrento è capitale del turismo non solo del Sud ma in Italia, perché conosciuta nel mondo. Dobbiamo riappropriarci e per farlo dobbiamo essere i primi. Non solo dobbiamo dimostrare di essere bravi ma rischiare. Ricordo che quando abbiamo convocato gli Stati generali qualcuno diceva siete intempestivi a causa del Covid. Ma questo coraggio viene premiato dalla presenza del ministro Garavaglia e dal governatore De Luca che interverranno insieme al presidente dell’Enit. E’ una manifestazione che durerà un mese, quella del 2 marzo è solo un evento inaugurale, con l’obiettivo di individuare le strategie per collocare la città nella fetta del mercato turistico che andremo a scegliere. Il nostro turismo è una buona fetta del Pil della Campania. Favoriremo il coinvolgimento di tutte le categorie».

In questi mesi secondo lei Governo e Regione hanno fatto abbastanza per rispondere alle emergenze economiche del territorio che rappresenta?

«Non mi sento di muovere critiche perché il momento emergenziale è stato tanto violento, dall’autunno scorso ad oggi da non lasciare spazio alla programmazione. Si sono fatte scelte perfettibili ma non per questo queste scelte sono passibili di condanna. In De Luca abbiamo sempre trovato punto di riferimento autorevole credibile. Il Governo precedente forse ha peccato di eccesso di annunciazioni, da Draghi aspettiamo risposte diverse. Il ministero del turismo è già una risposta, come forma di attenzione verso territori come il nostro che vivono di turismo».

In questi giorni assistiamo a un aumento del numero di contagi. I social sono pieni di richieste di cittadini che vogliono misure più forti. Lei è d’accordo?

«Trovare un punto di equilibrio e di comportamento delle esigenze in causa non è sempre. Adottare restrizioni sarebbe stato opportuno da novembre. Il problema è che suppongo che il governo ha ritenuto di non avere sostanze per mantenere il tessuto sociale».

Tra qualche giorno l’intera regione potrebbe ritrovarsi in piena zona rossa. Crede che sia la decisione più opportuna?

«Oggi non vedo male nessuna delle soluzioni. Ma serve un obiettivo chiaro e la strategia per perseguirlo. Se zona rossa significa ai primi di aprile aver vaccinato over 75 e categorie impegnate in particolari settori come scuola e trasporti, accetterò zona rossa di buono grado. Ma se si sceglie di farla tanto per fare e poi tra un mese tutto è uguale, è inutile».

Come sta procedendo in penisola sorrentina la campagna per le vaccinazioni?

«Abbiamo istituito presso l’istituto Vittorio Veneto il centro vaccinale per le categorie scolastiche. E dalla settimana prossima partiremo a Piano di Sorrento con il centro vaccinale per gli over 80. Purtroppo i vaccini arrivano a ritmo rallentato e questo non va bene. Speriamo che con Draghi e con la competenza del nuovo governo e di De Luca possiamo vedere i frutti che speriamo».

A maggio, o forse più probabilmente a settembre si torna al voto per il comune di Napoli. Un voto che condiziona anche la Città Metropolitana. Ritiene che si parli abbastanza di provincia in questa campagna elettorale?

«E’ un ente di cui si parla poco anche perché quando si elimina il voto e lo si svuota di competenze, questo è il risultato. E’ un ente che ha competenze residuali, ma resta importante e sarà essenziale avere dei punti di riferimento locali. Ci auguriamo che a prescindere dall’esito della campagna elettorale di Napoli si esprima una candidatura che rappresenti la nostra città e il territorio».

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