Castellammare. Eventi fantasma pagati dalla Camera di Commercio: 16 condanne

Tiziano Valle,  

Castellammare. Eventi fantasma pagati dalla Camera di Commercio: 16 condanne

Progetti di promozione e valorizzazione del territorio rimasti solo su carta, ma che per anni hanno consentito ad associazioni e società di ottenere contributi da migliaia di euro. Una truffa ai danni della Camera di Commercio che fu scoperta dalla guardia di finanza di Napoli nel 2016 e porto all’arresto (ai domiciliari) degli imprenditori stabiesi Paolo e Vincenzo Longobardi (ai vertici della società Unimpresa) e del vicano Raffaele Ottaviano, ex presidente di Unimpresa dell’area metropolitana di Napoli e all’iscrizione nel registro degli indagati di un’altra decina di persone.A distanza di cinque anni da quei provvedimenti la sezione d’Appello ha confermato la condanna inflitta in primo grado agli imputati che dovranno restituire oltre 1,7 milioni di euro, a titolo di danno erariale.

La sentenza della seconda sezione della Corte dei Conti, presieduta dal giudice Andrea Lupi, ha concesso uno sconto solo all’ex presidente della Camera di Commercio di Napoli, Maurizio Maddaloni, che dovrà risarcire 32mila euro per omesso controllo, invece che 124mila euro.La condanna più pesante, però, riguarda proprio gli stabiesi Paolo e Vincenzo Longobardi, chiamati a risarcire poco più di un milione di euro in via sussidiaria. I giudici d’Appello hanno confermato anche la conversione in pignoramento, nei limiti dell’importo complessivo di condanna, del sequestro conservativo disposto nei confronti dell’Associazione Riconosciuta Unimpresa, di Unimpresa Area Metropolitana Napoli, di Paolo Longobardi, Raffaele Ottaviano e di Pietro Russo, ex presidente provinciale di Confcommercio Napoli.Tra i condannati figurano anche Anna Longobardi (figlia di Paolo), Giuseppe Fortunato, di Gragnano, Raffaele Ottaviano, di Vico Equense, Maddalena Aprile, di San Gennaro Vesuviano, e lo stabiese Francesco Esposito.

E’ proprio dai contributi ottenuti per i progetti mai realizzati a Castellammare di Stabia che le fiamme gialle sono partite per ricostruire un sistema basato su documentazioni false e fatture fittizie, che sarebbe andato avanti dal 2008 al 2014. Quello più importante, da 10mila euro, era il progetto “Castellammare di Stabia tra storia, cultura, tradizioni, bellezze naturali e gastronomia”. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza le due fatture presentate per rendicontare i costi si riferivano a «prestazioni mai effettuate e a somme mai percepite per la causale indicate».

Lo stesso copione si sarebbe ripetuto per l’evento “La favola di Stabia: estate 2012” che venne ammesso a un contributo di 2.900 euro e “7 di sera-la promozione del turismo enogastronomico” iniziativa per la quale ci fu un contributo di 3.600 euro. Tutti progetti del Comitato Stabia in Strada di Francesco Esposito. Una goccia nell’oceano di contributi concessi per corsi di formazione mai fatti nella sede di Unimpresa di via Annunziatella, a due passi dall’istituto alberghiero, e altri andati all’incasso in maniera indebita come il progetto per la “Zeppola di San Giuseppe-riconoscimento di prodotto tipico napoletano” o il convegno dal tema “Il settore vitivinicolo negli Stati Uniti d’America”.

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