Il deputato Caiata attacca Spadafora: «Sarà ricordato come il becchino del mondo dello sport»

Bruno Galvan,  

Il deputato Caiata attacca Spadafora: «Sarà ricordato come il becchino del mondo dello sport»

Salvatore Caiata, presidente del Potenza Calcio e uno dei maggiori esponenti del Partito Fratelli d’Italia in Parlamento, non vede di buon occhio il fatto che il nuovo governo Draghi abbia di fatto sulla carta azzerato il mondo dello sport non avendo dato nominato un ministro e nemmeno un sottosegretario in grado di occuparsi di un settore in grosse difficoltà economiche per effetto della pandemia: “Condanno fermamente questa decisione da parte del nuovo Governo di non avere né un ministro né un sottosegretario allo sport. Recentemente c’è stata una sorta di mozione del Parlamento Europeo che, in data 10 febbraio, impegna i governi nazionali a intraprendere tutte le iniziative necessarie affinché lo sport possa ripartire in piena sicurezza sia per l’importante del benessere psicofisico di chi lo pratica, ma soprattutto per il valore economico tale comparto ha per l’intera Unione Europea: stiamo parlando del 5,4% del Pil, una cifra enorme. Inoltre le direttive europee, oltre ai due aspetti che ho citato, impegnano i governi nazionali a soffermarsi anche sui ristori che non devono essere simbolici bensì effettivi e atti a mantenere concretamente in vita questo settore totalmente in ginocchio. A fronte di queste disposizioni, abbiamo un governo Draghi che si presenta malissimo al mondo dello sport in quanto sopprime di fatto il ministro e non fa nemmeno il sottosegretario, e soprattutto, al primo ordine del giorno al primo consiglio dei ministri, sottopone l’approvazione dei decreti delega fatti in precedenza dal vecchio ministro. Tali provvedimenti erano stati contestati da tutte le forze politiche. Spero la strada non sia questa. Occorrono misure di sostegno mirate ed immediate, tali da programmare una ripresa del settore, non solo a medio e lungo termine, ma a breve, anzi, brevissimo termine, al fine di ottenere un rilancio attraverso una programmazione che parta dalle certezze temporali e di investimenti utili al sistema sport. Se il buongiorno si vede dal mattino, direi che c’è da preoccuparsi”.

Cosa ne pensa dell’operato dell’ex ministro Vincenzo Spadafora?

“Ho un giudizio totalmente negativo del suo lavoro svolto. Voleva essere ricordato come colui che aveva riformato lo sport, ma secondo me, se dovesse essere approvata la sua riforma, verrà invece ricordato come il becchino dello sport. Con la sua proposta si andrebbe a distruggere, in nome di falsi ideali, l’intero mondo dilettantistico. Non si può dire di tutelare i dilettanti introducendo un contratto sportivo che mai nessuno potrà rispettare così come è stato partorito”.

Gravina è stato nuovamente riconfermato a capo della FIGC ottenendo quasi un plebiscito. Quale è il suo parere in merito alla sua riforma dei campionati?

“Sono stato uno dei promotori della riforma la scorsa primavera. La mia idea di cambiamento passa però per una riforma orizzontale in grado di non penalizzare nessuno. Nello specifico, sono favorevole a due gironi per la serie B con raggruppamento del Centro Nord e del Centro Sud.  Se invece pensiamo di fare un girone intermedio tra la B e la C, la cosiddetta C d’élite come viene chiamata, sarebbe mortificante a mio avviso perché facciamo retrocedere le squadre attualmente in terza serie in D e così via. Questo non sarebbe giusto: un presidente fa tanti sacrifici per tenere il suo club in serie C e poi si ritroverebbe, per cause extra-sportive e quindi non per colpe sue, in quarta serie con tutte le conseguenze derivanti da questa decisione. Spero che quello di Gravina non sia un proclama elettorale. È l’ora dei fatti”.

Parliamo della serie C, un mondo a lei caro per le ragioni che lo legano alle sorti del Potenza. Che idea si è fatto sulla rielezione di Francesco Ghirelli come presidente di Lega?

“Dal punto di vista economico sono tre anni che promette defiscalizzazione, aiuti alle società partecipanti. Ad oggi, tutto ciò che è stato promesso, non è arrivato e non ha prodotto risultati.  Per quanto riguarda invece l’aspetto politico, si fa fatica a commentare una rielezione in cui c’è stato soltanto un solo candidato (Ghirelli ndr) senza avversario e quindi senza modalità di scelta. Si presta male a commentare una rielezione di questo tipo”.

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