Vico Equense, ombre sui permessi edilizi: Comune nel mirino dei pm

Salvatore Dare,  

Vico Equense, ombre sui permessi edilizi: Comune nel mirino dei pm

Le autorizzazioni rilasciate dal Comune di Vico Equense ad alcuni imprenditori turistici per realizzare interventi di restyling e ampliamento di strutture ricettive e locali sono al centro della nuova inchiesta della Procura di Torre Annunziata. E’ da diverse settimane che la guardia di finanza studia, coordinata dai magistrati, centinaia di documenti e atti. Prima delle festività natalizie, le fiamme gialle avevano raggiunto il municipio di Vico Equense per acquisire fascicoli e provvedimenti. Ora, negli ultimi giorni, le indagini hanno avuto un’accelerata visto che i finanzieri hanno raggiunto alcuni cantieri sotto la luce dei riflettori: al loro fianco anche consulenti tecnici nominati dalla Procura.

Nel mirino finiscono dunque i lavori autorizzati dal Comune di Vico Equense per alberghi, lidi e locali: sono interventi finanziati da Invitalia per oltre 12 milioni di euro. Precisazione necessaria: l’arrivo dei fondi e il ruolo dell’agenzia guidata da Domenico Arcuri (da ieri ex commissario dell’emergenza Covid in Italia) non sono al centro dell’inchiesta né si muovono ombre sul riconoscimento dei fondi. Sostanzialmente, la guardia di finanza e la Procura ipotizzano delle irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni. I progetti finanziati da Invitalia vedono in campo gli hotel Axidie, Mary e Capo la Gala, lo stabilimento Bikini e un nuovo albergo in località monte Faito. Il piano sostenuto da Invitalia prevede la creazione di 46 nuovi posti di lavoro. L’iniziativa rientra nell’accordo di programma quadro firmato da ministero dello sviluppo economico, Regione Campania e Invitalia ed è stata realizzata in sinergia con il Comune di Vico Equense.

A stimolare l’attenzione di finanzieri e Procura ci sono diversi dossier ed esposti presentati dagli ambientalisti. Wwf Terre del Tirreno, Italia Nostra e Verdi ambienti e società hanno richiesto con urgenza accertamenti sulle autorizzazioni. Nel mirino degli ambientalisti il fatto che le strutture ricadano in una zona urbanistica che non prevede nuova edilizia pubblica e privata. Il Wwf Terre del Tirreno, settimane fa, aveva spedito un esposto in Procura a proposito della ricostruzione dell’ex ristorante Pagliarella.

Il locale, situato lungo la strada che conduce alla Marina di Vico, anni fa andò a fuoco ed ora è oggetto di un progetto di restyling. «Si tratta di un intervento di certo non coerente con il piano paesistico della penisola sorrentina che inquadra l’area in zona 1/b – scrive il Wwf nella denuncia inviata alla Procura di Torre Annunziata – Il Comune di Vico Equense ha rilasciato titolo abilitativo per sostituire il precedente organismo costituito da pali di legno sormontati da lamiere e, in alcuni punti, addirittura da pagliarelle, (ormai non più esistente perché distrutto dall’incendio), con una struttura in cemento armato». Proprio qui c’è stato un sopralluogo della finanza, così come accaduto per l’hotel Mary.

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