Torre del Greco, la camorra è in ginocchio: 3 clan senza capi. Ma torna lo spaccio

Ciro Formisano,  

Torre del Greco, la camorra è in ginocchio: 3 clan senza capi. Ma torna lo spaccio

Tre clan decimati da arresti, processi e condanne. Tre cosche senza padrone, senza guida. Ma sullo sfondo resta lo spaccio, un affare ancora florido e redditizio. Un business capace di tenere in vita le consorterie criminali che per decenni hanno dettato legge all’ombra del Vesuvio. E’ la fotografia dei nuovi equilibri criminali che vanno delineandosi nella cerniera che divide Torre del Greco ed Ercolano. Un’istantanea racchiusa nelle parole dell’ultima relazione firmata dalla Direzione Investigativa Antimafia. Secondo gli 007, infatti, quella che un tempo era una roccaforte della criminalità organizzata oggi è il feudo di tre cosche travolte da un inesorabile declino.

I clan a pezzi

Il clan Falanga, l’organizzazione fondata dal padrino Peppe ‘o struscio, è stato «indebolito», scrive la Dia, «dall’assenza di elementi di spicco sul territorio». Stesso copione a Ercolano, dove i clan Ascione-Papale  e Birra-Iacomino, «sono attualmente accomunati dall’assenza dei rispettivi vertici e di affiliati storici condannati a lunghe pene detentive». La gestione degli affari criminali è dunque finita nelle mani di figure di secondo piano, soggetti ritenuti non in grado di proporsi come figure di spicco. Effetti delle numerose inchieste condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia su questo territorio. Indagini che hanno prodotto centinaia di arresti e condanne. Quaranta ergastoli, una ventina di boss reclusi al regime del 41-bis e più di trenta omicidi svelati. Numeri importanti che hanno rappresentato un colpo durissimo per le cosche.

I ras della droga

Ma la repressione da sola non basta senza un reale riscatto sociale e un rilancio economico del territorio. E così dalle macerie dei clan messi con le spalle al muro dagli inquirenti, sono nati – soprattutto a Torre del Greco – diversi gruppi di «affiliati e fiancheggiatori» riconducibili alla camorra locale «dediti alla gestione delle piazze di spaccio». Gruppi slegati dalle vecchie logiche del «sistema» camorra. E dunque più difficilmente individuabili. Ras della droga legati sia ai Falanga ma anche agli Ascione-Papale, cosca quest’ultima che si sarebbe specializzata nel «rifornimento» delle piazze di spaccio torresi. Numerose indagini hanno accertato che anche ad Ercolano sono attive diverse piazze di spaccio, soprattutto nel centro storico. Le parole della Dia rappresentano dunque un campanello d’allarme per un territorio che a fatica e grazie al coraggio di imprenditori e forze dell’ordine è riuscito, in questi anni, a mettere con le spalle al muro gli storici boss della camorra. I padrini che per decenni hanno frenato lo sviluppo di questo territorio.

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