Il «palazzo della cuccagna» di Torre del Greco: il bonus-Frulio arricchisce la casta nell’anno del Covid

Alberto Dortucci,  

Il «palazzo della cuccagna» di Torre del Greco: il bonus-Frulio arricchisce la casta nell’anno del Covid
Il «benefattore» della casta di Torre del Greco, l'avvocato Gaetano Frulio

Torre del Greco. Nell’anno della pandemia e della crisi economica provocata dall’effetto-virus, i costi della politica all’ombra del Vesuvio sfiorano quota 160.000 euro solo per i gettoni di presenza accumulati dai consiglieri comunali in municipio. Tutto grazie al «bonus» introdotto a inizio 2019 su iniziativa dell’avvocato della maggioranza Gaetano Frulio – successivamente eletto capo dell’assise con il minimo dei voti – e mantenuto fino a oggi, a dispetto delle polemiche e degli spot relativi ai tagli delle spese per la casta. Così la possibilità di cumulare i gettoni di presenza per le partecipazione alle riunioni delle commissioni consiliari ha consentito alla carovana del buongoverno guidata dal sindaco Giovanni Palomba di superare le prime due ondate dell’emergenza sanitaria senza «danni» per il portafoglio. Anzi.

Un anno da record

A metà settimana – proprio alla vigilia della nuova zona rossa in Campania – il segretario generale Pasquale Incarnato ha firmato la liquidazione delle spese per i gettoni accumulati dai consiglieri comunali a novembre e dicembre. Ovvero, i mesi in cui si registrarono i primi strappi tra i dissidenti della maggioranza e Giovanni Palomba poi sfociati nel ribaltone deciso dal mobiliere di via monsignore Felice Romano per salvare la poltrona. Ebbene, la guerra senza frontiere in municipio non ha frenato la casta dalla solita «corsa» all’oro delle commissioni: a dispetto dei minimi risultati portati a casa «per il bene della città» il Comune ha sganciato la bellezze di 28.000 euro e spiccioli in soldi pubblici. Il modo «migliore» per i politici di chiudere l’anno in cui commercianti e piccoli imprenditori sono stati costretti a ricorrere ai bonus messi a disposizione dallo Stato per aiutare i settori stritolati dalla crisi economica.

Il palazzo della cuccagna

Invece, palazzo Baronale era stato trasformato già da tempo in palazzo della cuccagna per la casta: basta scorrere l’elenco dei pagamenti effettuati dall’ente di largo Plebiscito in favore degli esponenti di maggioranza e opposizione per scoprire come solo a marzo del 2020 – il mese del lockdown totale in tutta Italia – la casta di Torre del Greco ha dimezzato le spese a carico della collettività. Per il resto, i costi mensili per i consiglieri comunali hanno sempre oscillato – fatta eccezione per il mese di agosto, quando le commissioni consiliari furono chiuse tre settimane – tra i 13.755 euro e il record di 16.227 euro toccato a giugno.

Fino a 100 euro al giorno

Le modifiche proposte da Gaetano Frulio e approvate in consiglio comunale hanno consentito ai politici di palazzo Baronale di portare a casa fino a 100 euro al giorno. Dopo lo scoppio delle prime proteste, il «regista» degli aumenti si trincerò dietro un errore per giustificare il salasso delle casse comunali e garantì un immediato dietrofront. Sono passati due anni e una pandemia, ma la promessa dell’attuale capo dell’assise resta lettera morta. Con evidenti danni «per il bene della città» e inconfutabili benefici per la casta di palazzo Baronale.

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