I sindaci del Pd contro Zingaretti: “Accuse incomprensibili, ha scelto di essere ruota di scorta dei 5S”

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I sindaci del Pd contro Zingaretti: “Accuse incomprensibili, ha scelto di essere ruota di scorta dei 5S”

Indossano la fascia tricolore e guidano amministrazioni comunali in città anche molto impegnative. Sono i sindaci del Pd nell’area vesuviana e costiera che, in questi giorni, riflettono anche sul futuro dei Democrat dopo le parole durissime del segretario nazionale Zingaretti che, dimettendosi, ha aperto l’ennesima crisi di un partito “maledetto”. Luca Mascolo, primo cittadino di Agerola, ha le idee ben chiare:  “E’ una crisi complicata da definire, anzi se dovessi definirla non saprei farlo”. A Mascolo, però, non sono piaciute le parole di Zingaretti quando si è dimesso. “Non ci si vergogna del proprio partito, sono parole gravissime. Penso che il Pd deve riscoprire sue ragioni fondanti, siamo nati per unire la cultura riformista con le forze progressiste e dovremmo provare a fare una sintesi riscoprendo la nostra ragion d’essere e rispondere alle esigenze dei cittadini”. Per Mascolo è palese che non si “deve andare a ruota di altri, ora abbiamo bisogno di idee e la voce del Pd sembra marginale o addirittura succedanea a quella dei Cinque Stelle”. Secondo il sindaco Dem “Zingaretti ha grandi responsabilità, prima individuando Conte come leader, poi annunciando o Conte o voto, quindi sposando in pieno la linea dei cinque stelle senza marcare la discontinuità. Dobbiamo ragionale di competenza e merito, non inseguire il populismo”.Sulla stessa linea anche il sindaco Dem di Meta, Giuseppe Tito, che è anche consigliere metropolitano del partito: “Zingaretti ha commesso un grave errore in un momento drammatico per il Paese: l’incoerenza. Da segretario, prima della crisi politica, aveva detto che non ci sarebbe dovuto essere un governo senza Conte. Poco dopo ha detto che andava bene Draghi. Ha cambiato idea appiattendosi sui grillini. Senza dimenticare che proprio lui aveva dichiarato che non si sarebbe mai alleato coi Cinque stelle visto che li aveva anche sconfitti più volte. Impersonifica la contraddizione politica e ha portato ulteriori danni a un partito ormai quasi irriconoscibile” le bordate del primo cittadino peninsulare. Che rincara la dose: “Quando Conte è stato rimpiazzato con Draghi avrebbe dovuto, se fosse stato coerente, chiedere nuove elezioni o decidere di passare all’opposizione. Va bene il senso di responsabilità ma qui si è sbagliato. Il progetto politico del Partito democratico sta rischiando di fallire anche sui territori. Eravamo una realtà strutturata ma ora non c’è più partecipazione. Tante decisioni sono calate dall’alto. Prendiamo ad esempio ciò che sta accadendo a Napoli: il Pd non ha fatto quadrato su un nome. Eppure la lezione di cinque anni fa, quando il candidato sindaco dem non è riuscito neppure ad arrivare al ballottaggio, doveva servire a riflettere e cambiare strategie. Come Pd siamo a un passo dal tracollo politico. Sono amareggiato e arrabbiato, io come tanti”. Da Boscotrecase Pietro Carotenuto, uno dei giovani leader del Pd, stempera le polemiche: “Sono sincero, l’effetto in provincia di questa crisi o perché c’è il Covid o per altri motivi, non è arrivato così forte. Il malessere era nell’aria, ma si tratta di un malessere generalizzato rispetto a un’attività del partito ferma. Dobbiamo però considerare che il Pd dovrebbe, nel Paese e a livello locale, essere trainante, guidare e dettare l’agenda: fino ad ora questo non è accaduto”. Anche il sindaco di Marigliano, Peppe Jossa, consigliere metropolitano, va giù duro: “Io avrei aperto questa discussione in direzione nazionale prima di dare il via libera al governo Draghi. Non capisco le dinamiche per cui questi forti tensioni che hanno determinato Zingaretti come possano essere emerse a così poco tempo dal varo del Governo e non fossero chiare già in sede di formazione di nuovo governo. E’ una responsabilità di chi non le ha fatte o le ha tenute nascoste”. Vincenzo Simonelli, avvocato e sindaco di Saviano, la tessera del Pd non l’ha rinnovata già da qualche anno. Eletto in una coalizone in cui il Pd è presente, si definisce uomo di sinistra, anche se non iscritto ai Dem: “Purtroppo mi sono reso conto che di sinistra questo partito ha avuto poco. Per questo ho preferito andare avanti senza avere collocazione nei partiti ma rimanendo fedeli agli ideali della sinistra. Il Pd deve ritrovare le origini, i valori e gli ideali della sinistra che ha smarrito nel corso degli anni e continua a smarrire con varie scelte incomprensibili”. Per Simonelli “il Pd non rappresenta l’uomo di sinistra, ma è un carrozzone sul quale si avvicendano di volta in volta personaggi appartenenti a  una riproposizione della vecchia dc”. Tace, invece, il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno. Onnipresente sui social, preferisce il profilo basso quando si tratta del suo partito.

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