Covid, un anno fa il dramma alla scuola Don Bosco di Torre del Greco. La dirigente: “Sogno una scuola aperta e libera”

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Covid, un anno fa il dramma alla scuola Don Bosco di Torre del Greco. La dirigente: “Sogno una scuola aperta e libera”

Un anno fa Torre del Greco, città che avrebbe pagato un prezzo altissimo al Covid, faceva i conti anche con la vicenda della scuola Don Bosco. Un istituto omnicomprensivo che ha pagato un prezzo altissimo: due insegnanti deceduti e tre ricoverati in forma grave in ospedale. A distanza di un anno Rosanna Ammirati, la coraggiosa dirigente scolastica, che in quei giorni ha guidato la scuola di frontiera in una delle sue battaglie più difficili fa i conti con un bilancio soprattutto umano ancora complicato.“E’ stato un anno difficile – racconta a Metropolis – perché a causa della sospensione delle attività didattiche, e per la presenza di una serie di eventi funesti siamo stati proiettati in una situazione inedita che ci ha spiazzati. Col tempo abbiamo imparato a convivere, ci siamo attrezzati al meglio, abbiamo organizzato le nostre scuole seguendo le linee guida e ci auguriamo che presto le scuole possano riapre i battenti per i nostri alunni. La scuola è socializzazione e crescita, non solo istruzione: gli alunni sono i principali danneggiati”. La dirigente scolastica rivolge un pensiero anche alle sue docenti: “Per tutti i docenti è stato un anno faticosissimo: hanno dovuto ridefinire le loro modalità didattiche aprendosi a scenari non praticati”. Il pensiero più dolce, però, è per chi non ce l’ha fatta: “In questa scuola abbiamo avuto persone che hanno pagato con la vita. Frutto dell’imprevedibilità di questa malattia, della mancata conoscenza di tante persone che si sono trovate spiazzate come tutti quanti ad affrontate un nemico invisibile”. Ma Rosanna Ammirati, che ha guidato la sua scuola nei giorni difficili della bufera, ha un sogno ad occhi aperti: “Immagino la scuola con le porte aperte, i ragazzi che tornano in classe e l’istituto che riprende a vivere risuonando delle voci dei ragazzi e del trambusto nei corridoi. Questa vicenda ha dimostrato e sta dimostrando quello che la scuola significa per il Paese:  un luogo di formazione ma anche di relazione e custodia degli alunni. La scuola è un punto di riferimento, il vero motore della società” conclude la dirigente scolastica.

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