I Forum dei giovani della provincia contro de Magistris

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I Forum dei giovani della provincia contro de Magistris

I rappresentanti dei Forum dei giovani di 24 comuni della provincia di Napoli contro il sindaco de Magistris. Una missiva di fuoco firmata dai rappresentanti degli organismi giovanili coi quali denunciano il fatto che da tre anni sia loro impedita la possibilità di convocare le elezioni per il Forum Giovanile della Città Metropolitana. Nero su bianco i ragazzi che nelle rispettive città fanno politica anche in momento difficili come questo chiedono che finisca l’embargo creato di fatto dal sindaco partenopeo. “Noi siamo quelli che da tre anni tra tante difficoltà, ma con tanti slanci di generosità stanno faticosamente lottando per creare un organo che sia rappresentativo e consultivo per i giovani di Napoli e della sua area metropolitana” si legge nell’incipit della lettera. Da Capri a Pompei, passando per Castellammare ed Ercolano, per finire alla penisola sorrentina toccando anche diversi comuni dell’area vesuviana. Il racconto dei giovani è l’emblema di come la politica degli adulti possa tarpare le ali a un sogno. “Oggi, dopo tre anni dalla prima riunione e dopo un anno e mezzo dall’approvazione del 3 luglio 2019, ancora non ci sono date certe per l’assemblea elettorale, momento fondamentale per l’attuazione e la partenza ufficiale del Forum della Città Metropolitana di Napoli” il durissimo atto d’accusa. In questi mesi i giovani hanno provato di tutto, rivolgendosi ai dirigenti comunali, inviando loro varie comunicazioni scritte. “Perché nonostante il momento pandemico, e le evidenti difficoltà sul piano sanitario, economico e psicosociale che hanno destabilizzato i nostri equilibri quotidiani, riteniamo che non sia possibile applicare un fermo totale alla Politica” il loro atto d’accusa. I giovani hanno sete di partecipazione, vogliono essere presenti e non delegare agli adulti il loro futuro: “Nei prossimi mesi in Parlamento si discuterà su come spendere 209 miliardi di euro, manovre che incideranno sulla nostra vita per i prossimi trent’anni e, quindi, è opportuno che la nostra voce sia presente non solo sullo scenario strettamente territoriale, ma anche nazionale” scrivono nella lettera a de Magistris. Si dicono pronti a “portare il nostro contributo di idee e di pathos politico all’interno del contesto metropolitano. Sono tre anni che abbiamo, nonostante le difficoltà, cercato di lavorare con Lei e tutto il personale dirigenziale ed amministrativo” la stoccata. Che apre a un attacco frontale: “Non è possibile che non si siano utilizzate le pause concesse da questa maledetta pandemia per con- vocarci fisicamente in Assemblea Elettorale. Basta con i rinvii e basta con le promesse. È giunto il momento di un atto di coraggio: ci con- vochi! Siamo giovani, ma non siamo sprovveduti, la convocazione in presenza è impossibile, in zona rossa, e per questo che da mesi chiediamo che l’Assemblea sia svolta tramite i mezzi informatici digi- tali che possono farci presenziare a distanza e farci identificare dal personale amministrativo per constatare la regolarità dell’Assemblea Elettorale” le parole dei rappresentanti dei Forum dei giovani della provincia. Del resto solo pochi mesi fa, a settembre, la Campania è andata al voto per decidere il governo regionale. E lo ha fatto in presenza. “Siamo consapevoli che la situazione epidemiologica, secondo le stime, nel mese di maggio sarà nettamente migliorata e che quindi, potremo svolgerla in presenza e in assoluta sicurezza. Non vogliamo continuare a galleggiare nel limbo di continui rimandi, vogliamo scattare verso il futuro” scrivono i giovani. Che mettono sul tappeto anche importantissimi temi:  “Abbiamo l’obiettivo di lavorare sui temi che stanno a cuore a tutti i Napoletani, iniziando dalla bellissima sfida di Procida 2022 per la quale abbiamo già in cantiere tante proposte per creare una sinergia territoriale e culturale tra giovani e meno giovani per la futura Capitale della Cultura Italiana. Abbiamo opportunità immense. Adesso è il nostro tempo” scrivono a Dema. Chiedono solo “di vedere rispettato il nostro diritto di rappresentare i giovani cittadini metropolitani eleggendo i nostri rappresentanti e mettendo in moto questa macchina istituzionale costruita battendo ogni differenza partitica e l’antipolitica presente nella nostra generazione. Noi continueremo a lavorare per Napoli e per i nostri comuni. Ora tocca a Lei” il finale polemico regalato a un sindaco forse troppo impegnato per le Regionali in Calabria per ascoltare i giovani del territorio.

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