Suicida a 15 anni nella comunità, i familiari di Enzo: «E’ morto nelle mani dello Stato»

Ciro Formisano,  

Suicida a 15 anni nella comunità, i familiari di Enzo: «E’ morto nelle mani dello Stato»

«Abbiamo affidato Enzo allo Stato e ce lo hanno riconsegnato cadavere. Chiediamo solo verità e giustizia. Non vogliamo vendetta. Se qualcuno poteva salvarlo e non lo ha fatto è giusto che paghi». Rompe il silenzio la famiglia di Vincenzo Arborea, il ragazzo di Boscoreale morto suicida a 15 anni all’interno di una comunità per minorenni a Villa di Briano, in provincia di Caserta. E lo fa attraverso la voce del suo legale, l’avvocato Mauro Porcelli. Tanti gli interrogativi che tormentano i parenti di Vincenzo. Tanti i dubbi per quella tragedia che forse poteva essere evitata. «Come è possibile che chi avrebbe dovuto proteggerlo e aiutarlo non ha compreso il disagio di questo ragazzo? Come è potuto accadere tutto questo in totale assenza di controlli, in un ambiente che ospita ragazzi alle prese con problemi familiari e giudiziari?», le domande dell’avvocato Porcelli. Vincenzo, qualche settimana fa, aveva chiesto un permesso per poter far visita a sua madre in occasione dell’anniversario della morte di sua sorella. Ma il giudice gli ha negato quella possibilità. Vincenzo, domenica mattina, è scappato dalla comunità per rientrarci la sera, accompagnato da sua madre. La sua ultima foto, pubblicata sui social, è in auto, con un cappotto rosso. «Un giorno uscirò più forte che mai», la didascalia di quella immagine che resterà l’ultimo scatto della sua esistenza. «È stato fatto tutto quanto necessario per tutelare questo ragazzo o lo stesso è stato abbandonato a se stesso e alla sua disperazione?», chiede ancora la famiglia del ragazzo, mentre domani è fissata l’autopsia disposta dalla Procura di Napoli Nord. Un esame finalizzato, esclusivamente, a confermare che si è trattato di un suicidio. Ma i parenti di Vincenzo non si fermano, Vogliono andare a fondo. Vogliono capire se ci sono state «omissioni» o «responsabilità per il gesto compiuto», come sottolinea ancora l’avvocato Porcelli. I legali della famiglia di Vincenzo hanno anche annunciato che presenteranno una denuncia in Procura nei confronti dei responsabili della struttura. E sarà anche chiesta l’acquisizione del fascicolo relativo al procedimento penale pendente dinanzi al Tribunale per i Minorenni di Salerno. Procedimento frutto dell’indagine che nel 2019 ha portato sotto inchiesta Vincenzo per il reato di rapina. Da quelle accuse è nato il procedimento che ha spinto il giovane all’affidamento presso una comunità di recupero per minorenni. La stessa comunità nella quale il quindicenne di Boscoreale è morto lunedì. Contestualmente l’avvocato ha annunciato che chiederà di conoscere anche il contenuto del bigliettino ritrovato vicino al cadavere del ragazzo. Un messaggio, forse le ultime parole di Vincenzo prima della tragedia, sequestrato immediatamente dalle forze dell’ordine.

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