Vico Equense. Bombe e appalti, tre anni all’imprenditore Ferraro

Salvatore Dare,  

Vico Equense. Bombe e appalti, tre anni all’imprenditore Ferraro

Zero sconti. La Corte di Cassazione conferma la pena di tre anni inflitta all’imprenditore Michele Ferraro. Si tratta dell’uomo che, secondo le ricostruzioni di Procura di Torre Annunziata e carabinieri, fu il regista dei raid a suon di bombe contro alcune ditte edili di Vico Equense alcuni anni fa. La Suprema Corte ha respinto il ricorso di Ferraro, che aveva impugnato la sentenza di patteggiamento del giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata Valeria Campanile della scorsa estate. Il dispositivo è stato pubblicato nei giorni scorsi dalla Cassazione. L’imprenditore di Vico Equense, alcune settimane fa nuovamente arrestato con l’accusa di usura, finì nel mirino degli inquirenti per alcune intimidazioni contro l’imprenditore Mario Parlato. Secondo gli investigatori, Ferraro, assieme a dei complici, tra cui Rosario Salan, imbastì un piano per minacciare la ditta rivale Parlato. Motivo? Essere titolare di alcuni lavori edili privati di grosso interesse economico. In particolare, per la Procura di Torre Annunziata, Ferraro puntò a ottenere un appalto per il restyling del convento di Montechiaro, a Vico Equense, dell’importo di mezzo milione di euro. Quando i lavori andarono a Parlato si alzò la tensione in città. Stando alle tesi dei magistrati, Ferraro voleva “convincere” la ditta concorrente a lasciare i cantieri. In pochi giorni si passò dalle parole ai fatti, con un incendio doloso. Il rogo fu appiccato di notte e distrusse un mezzo di lavoro dell’impresa Parlato, che restò vittima pure di un raid con una bomba carta fatta esplodere all’ingresso di un deposito riconducibile alla società. La Procura di Torre Annunziata, nell’inchiesta su Ferraro, focalizzò anche l’attenzione sull’appalto milionario dell’hotel Cristallo: struttura ricettiva che teoricamente dovrebbe essere sottoposta a un accurato maquillage e che sarebbe potuta finire al centro di lavori ad opera dello stesso Parlato. Ferraro – così come Salan – chiese di patteggiare una pena di tre anni: ottenuto il parere favorevole della Procura, il giudice Campanile diede l’ok al patteggiamento disponendo anche attenuazioni delle misure a cui erano sottoposti i due imputati. Ferraro però è nuovamente finito nei guai per l’indagine aperta su presunti prestiti usurai. Vittime piccoli commercianti della penisola sorrentina e di Castellammare di Stabia. Ferraro, lo scorso gennaio, è stato arrestato assieme a sua moglie Marianna Annunziata, accusata di aver fatto da tramite per il recupero dei soldi mentre il marito era agli arresti per la vicenda delle bombe. Spiccato dal giudice anche l’obbligo di dimora per Mario Ferraro, 37 anni di Vico Equense, fratello di Michele. I carabinieri della compagnia di Sorrento diretti dal capitano Ivan Iannucci con l’apporto della sezione operativa del Norm affidata al luogotenente Giuseppe Donno hanno lavorato sodo con intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e ascolto delle vittime.

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