Vico Equense acquista il Faito, Cimmino accusa: “Vicenda anomala, indaghi la Procura”

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Vico Equense acquista il Faito, Cimmino accusa: “Vicenda anomala, indaghi la Procura”

Castellammare. “Giù le mani dal Faito”. Il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, interviene nella polemica sull’acquisto di una parte della montagna. Ipotesi lanciata dal Comune di Vico Equense (e per la quale è in corso un’altra baruffa interna sollevata dall’ex presidente del consiglio comunale Massimo Trignano) e ripresa in questi giorni. Parole durissime quelle di Cimmino che lancia anche pesantissime accuse: “Su questa storia c’è da andare fino in fondo. Sono certo che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata potrebbe essere interessata dalla vicenda. E chissà, forse anche l’Antimafia”. Il sindaco stabiese specifica anche di non essere “minimamente preoccupato dal fatto che Castellammare di Stabia possa “perdere” il proprio monte. A nessuno, ovviamente, sarà concesso di spostare una foglia senza di noi”. Ma si dice, però, preoccupato “da quello che sembra essere un blitz speculativo maturato da accordi sottobanco. Strano l’interesse dello scaduto rappresentante di un Parco che non ha mai mosso un dito finora. Tante ombre e nessuna trasparenza. Tante le “spinte” che sto leggendo in queste ore. Bene. Chi vuole questa “vendita” immobiliare? Chi sta coltivando interessi sui milioni di euro che noi, e solo noi, con merito e caparbietà abbiamo sbloccato?” accusa Cimmino tirando in ballo anche Tristano Dello Joio.  Critica il centrosinistra per “aver perso i fondi contro il dissesto idrogeologico”, e accusa gli stessi di aver “avallato “strane manovre” tra Città Metropolitana e Vico Equense”. Quindi fa una ricostruzione, dal suo punto di vista, della vicenda: “Città Metropolitana pare interessata a cedere la propria quota del monte e a “conoscere” tale interesse è il solo Comune di Vico Equense che ha già pronto anche il piano. Ricordiamo che Faito è suddiviso al 50% di Città Metropolitana di Napoli, mentre l’altro 50% è della Regione Campania. Il monte, inoltre, ricade in tre Comuni: Castellammare, Pimonte e Vico Equense. Perché Città Metropolitana non ci ha messo al corrente di questa operazione? Come faceva Vico Equense a conoscere tale condizione? Tutto lascerebbe pensare ad un blitz molto poco trasparente su cui aleggiano ombre e sospetti. Qualcuno sta coltivando interessi su quei milioni di euro? Converrete tutti che si tratta di fatti molto gravi” chiarisce Cimmino. Che spende parole di elogio per il capogruppo di Italia Viva, Andrea Di Martino, che era intervenuto sul tema ricordando che “Monte Faito non è un bene che può essere trattato campanilisticamente. I costi di gestione e manutenzione delle strutture insediate in montagna sono altissimi. I comuni di Castellammare Vico equense e Pimonte si devono coordinare e chiedere alla Regione di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto delle quote della Città Metropolitana. Per poi chiedere di entrare con quote di minoranza nella nuova società regionale. Per costruire insieme un piano di valorizzazione dei beni del Faito, insieme alla Curia Vescovile, al Gal ed ai privati operatori economici del luogo”. A soffiare sul fuoco della polemica era stato, invece, il capogruppo di LeU a Castellammare, Tonino Scala: “Mi sembra più una questione di bottega che un progetto serio che veda il coinvolgimento di tutti i soggetti in campo. Il Sindaco è preso dal rimpasto interno mentre sotto gli occhi passa, in cambio di una scuola la proprietà di una montagna”.  Tema ripreso anche dal Pd locale: “Non ci sorprende l’ennesima assenza dell’Amministrazione Comunale dal dibattito che si sta svolgendo sulle sorti del Monte Faito; in fondo da questo punto di vista la “corazzata” Cimmino mantiene una sua coerente linearità nell’essere silente su tutto ciò che riguarda la città: dalla gestione della crisi pandemica ed economico-sociale al rilancio del tessuto produttivo”. Che aveva anche chiamato in causa il partito a livello regionale: “Dobbiamo mettere in campo da subito uno schema istituzionale capace di valorizzare allo stesso tempo la Regione Campania nella sua naturale funzione di programmazione delle ingenti risorse comunitarie ed i Comuni di Castellammare e Vico Equense nel ruolo di soggetti attuatori delle necessarie politiche di sviluppo conseguenti. Come Pd metteremo in campo tutte le azioni necessarie per sviluppare un dibattito con al centro la nostra città” le parole dei Dem stabiesi.

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