Faito, due città in lotta. Il consigliere metropolitano Tito: «Gestisca tutto la Regione»

Salvatore Dare,  

Faito, due città in lotta. Il consigliere metropolitano Tito: «Gestisca tutto la Regione»

«Non c’è nessuna carta firmata. Siamo ancora all’alba di una procedura lunga e tutta da valutare. Ma preferirei che le polemiche finissero e che tutti gli attori coinvolti nella vicenda inizino a collaborare sul serio per il rilancio del nostro gioiello. La soluzione? Diamo tutto alla Regione Campania». Giuseppe Tito, sindaco Pd di Meta, è anche consigliere della Città metropolitana di Napoli. E sa bene che l’argomento Faito rappresenta una querelle intricata che vede duellare a distanza due Comuni. Da una parte quello di Vico Equense, che vuole metà della montagna offrendo in cambio alla Città metropolitana (titolare per il 50% del Faito) l’istituto scolastico di Fornacelle. Dall’altra c’è l’amministrazione di Castellammare di Stabia che, attraverso il sindaco Gaetano Cimmino, ha sollevato forti perplessità sulla legittimità dell’operazione chiamando in campo addirittura la magistratura, a partire dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli. «Il Comune di Vico Equense ha solo trasmesso una richiesta alla Città metropolitana di Napoli – precisa Tito – La vicenda è oggetto di interesse del consigliere metropolitano Carmine Sgambati, delegato al patrimonio. L’idea consente di ambire a un abbattimento dei fitti passivi per il patrimonio scolastico della Città metropolitana. Ma sia chiara una cosa: per qualsiasi tipo di operazione è necessario un passaggio in consiglio metropolitano. A ora, si è all’alba del progetto. Bisogna dapprima capire i valori delle permute. Auspicherei un confronto, non uno scontro». Tito snocciola la sua analisi sul futuro della montagna: «Il Faito deve avere un unico proprietario che a mio avviso dovrebbe essere la Regione Campania alla luce pure del ruolo ricoperto dal parco dei monti Lattari. Questa sarebbe la cosa più logica da fare, evitando dunque un eventuale conflitto di competenze tra Comuni, Città metropolitana e Regione. Penso che si possa lavorare anche in questo senso. Voglio però precisare che, giustamente, il Comune di Vico Equense avanza un’ambizione motivata dal fatto che ha sempre provveduto a fare interventi sul Faito: è un interesse legittimo ottenere la comproprietà del Faito. Ricordo che l’ipotesi di acquisire parte del Faito fu caldeggiata anche dall’ex sindaco di Vico Equense ed oggi consigliere regionale Gennaro Cinque». Ed è qui che si alimenta la polemica a distanza ingaggiata frontalmente da Cimmino: «Non c’è nulla di opaco in questo dialogo in corso per la permuta, è una cosa legittima – sottolinea Tito – Bisogna dialogare e individuare assieme una soluzione importante nell’interesse delle comunità di Vico Equense, Castellammare di Stabia e dell’intera area metropolitana e della Regione. Il tema vero è lavorare in modo sinergico per varare un programma di assoluto valore per un nostro gioiello che ha bisogno di attenzioni. Non ci vedo nulla di strano e clamoroso da parte del Comune di Vico Equense. E non è una permuta già conclusa. Parliamo di un grande polmone verde che ha bisogno di un grosso rilancio turistico e che va salvaguardato».

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