Pd, la rabbia nei circoli: “Noi, leader fantasma”

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Pd, la rabbia nei circoli: “Noi, leader fantasma”

Prima il blitz in un circolo del Testaccio a Roma, poi l’assemblea da remoto con la quale, domenica scorsa, Enrico Letta è stato eletto segretario nazionale del Pd al posto di Nicola Zingaretti. I Democrat provano a ricompattarsi dopo la bufera susseguita alle parole durissime pronunciate dall’ex segretario che aveva sostenuto di provare vergogna per il suo stesso partito. Ma la ripartenza del Pd, con la nuova linea indicata da Letta, pur convincendo i segretari dei circoli territoriali, lascia qualche dubbio per la modalità utilizzata. Michele Cangianiello, segretario del Pd di Poggiomarino, la città di cui è stato ex sindaco anche il segretario regionale Leo Annunziata, pone un problema di metodo: “Sia chiaro subito: Letta è un profilo altissimo, siamo felici che ci rappresenti. Ma il problema resta il metodo. Una volta c’erano le primarie, ora capisco che non si possano fare. Ma si chiarisca subito se Letta è un traghettatore della fase Covid, oppure una scelta definitiva ma fatta senza interpellare i territori. Dalla sua presentazione si capisce che Letta non sia un frontman, quindi la politica torna alla competenza. Ma il nostro ruolo, quello dei circoli, dove sta?” si chiede il segretario del Pd di Poggiomarino. Che specifica “La svolta è insolita perché arriva in un momento in cui nessuno se lo aspettava: ancora di più è stata inattesa una decisione all’unanimità senza alcun tipo di discussione sulla figura del segretario”. Qualche chilometro più in là anche la responsabile del Pd di Gragnano, Silvana Somma esprime qualche dubbio. “Anzitutto sulla linea – spiega l’ex candidata al Parlamento – perché non credo che, come accaduto con Zingaretti, si debba correre dietro ai Cinque Stelle. Chi come me è stata candidato nel 2018 sa cosa abbiamo dovuto sopportare”. E sul metodo le critiche sono identiche: “Capisco che non è il momento di riunioni o assembramenti, ma noi siamo nati come il partito per le primarie” spiega Silvana Somma. Anche a Torre del Greco, dove il Pd certamente non gode di ottima salute alle prese con gli scontri intestini tra leader regionali e portavoce locali, l’arrivo di Enrico Letta viene salutato con attenzione ma anche con qualche critica. “Certo una condivisone più ampia sarebbe stata necessaria” spiega Salvatore Romano, segretario del Pd torrese. “Del resto anche l’addio di Zingaretti ci ha lasciati basiti. Mi fa piacere che Letta abbia detto di cercare la verità e non l’unanimità. Anche perché lo stesso Zingaretti usciva da un’assemblea nazionale all’unanimità e poi è finito sotto il fuoco amico. Penso però che Letta possa mettere insieme anime diverse del partito”. Sono soprattutto i leader più giovani a chiedere, ora, un cambio di passo al segretario nazionale dei Dem: “Sono d’accordo sull’idea che dovesse esserci una condivisione maggiore, ma penso anche che sia successo tutto all’improvviso. Anche se – spiega Gaetano Miranda  – segretario del Pd di Terzigno – la scelta di Zingaretti non sembrava inaspettata, considerato anche a un certo punto l’incompresibilità della sua linea politica”. Peppe Giordano, segretario del circolo di Castellammare, plaude invece alle prime uscite pubbliche del nuovo segretario: “Le premesse sono positive e l’intervento di Letta è un intervento vero, usando un linguaggio di verità, facendo emergere tutti i limiti che hanno contraddistinto questo partito. Secondo me va portato avanti il ragionamento sulla comunità, che è segno di un partito vero”. Anche secondo il leader del Pd stabiese una maggiore condivisione avrebbe aiutato: “Certo c’è una contraddizione, ma dobbiamo riconoscere che le condizioni ambientali non lo consentivano. C’era invece l’impellenza di dare una svolta immediata, di non sedimentare la crisi che aveva aperto Zingaretti” conclude Giordano. Difende, invece, la linea seguita dal Pd, Marisa Cassese, segretaria del Pd di Ottaviano: “Diciamoci la verità era una scelta inevitabile visto il momento. Di certo non potevamo andare a congresso, anche d’urgenza coinvolgendo i circoli, penso che sia stata una scelta opportuna. Siamo adeguatamente rappresentati perché, già dalle prime dichiarazioni, Letta ha detto che si riparte da circoli e militanti, e proprio per noi che abbiamo piccoli circoli in paesi governati dalla destra la vicinanza del partito è necessaria” spiega la Cassese. “Mi convince la competenza, abbiamo un segretario che ha respiro internazionale e mostra l’attenzione verso i piccoli comuni: al momento, meglio di così non ci poteva andare” conclude la giovane segretaria di Ottaviano.

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