Voto, pressing sui medici: Mario Casillo finisce sotto accusa

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Voto, pressing sui medici: Mario Casillo finisce sotto accusa

Mister 40mila preferenze al consiglio reginale inciampa in un messaggino inviato per sostenere un medico candidato alle elezioni per l’Ordine. Un sostegno assicurato con una pioggia di watshapp a tappeto inviati dal numero personale di Mario Casillo, capogruppo del Pd in Regione Campania. Un  invito chiaro e netto a votare “il mio e il vostro dottore Bruno Zucarelli”, candidato alle elezioni per il rinnovo dell’Ordine dei Medici in programma dal 18 al 22 marzo. A rivelarlo il quotidiano La Repubblica in un articolo nel quale viene anche evidenziato come il leader di una delle correnti più forti dei Democrat in Campania sia sceso, armi e bagagli, in campo al fianco di una delle liste, quella che vede tra i candidati anche l’ex presidente dell’Ordine, Silvestro Scotti. Nessun reato sia chiaro, visto che alla fine l’endorsement politico di Casillo è un chiaro invito al voto. Ma la notizia del palese appoggio di un consigliere regionale che solo pochi mesi fa ha ottenuto un vero e proprio plebiscito in occasione della vittoria di De Luca, cambia inevitabilmente gli assetti in campo. E, dimostra, anche come la sanità sia da sempre il vero terreno di conquista dal punto di vista elettorale. Una notizia che, se Mario Casillo, non avesse inviato il messaggio a tutti i suoi contatti e non solo ai medici (che sono quelli che dovranno votare le liste per l’ordine di categoria) forse non sarebbe nemmeno stata di dominio pubblico. Ma gli avversari della lista che sostiene Zucarelli, il candidato di Casillo, non hanno affatto preso bene quest’azione. “Leggere quel messaggio, confesso, mi ha un po’ sconcertato, Non mi sarei aspettato in esposizione tale da parte di un capogruppo regionale. Le elezioni per il rinnovo del consiglio di un ordine sono un necessario mezzo per organizzare il ruolo, la rappresentanza, la funzione di un dato ordine. È cosa che riguarda unicamente gli iscritti a quell’ordine i quali scelgono i propri rappresentati, che, liberamente, si dovrebbero confrontare con le istituzioni per difendere i diritti dei propri iscritti, nell’interesse dei cittadini fruitori della professione svolta. Purtroppo per la provincia di Napoli cosi non è” dichiara Francesco Somma, medico all’ospedale del Mare e candidato nella lista OrdiNataMente associazione di Medici ed Odontoiatri. Parole durissime quelle del medico originario dell’area stabiese e, proprio alle Regionali, sfidante dello stesso Mario Casillo. Candidato con la lista Più Europa non è riuscito, per una manciata di voti, a ottenere il pass per il consiglio regionale: “Le Istituzioni entrano in modo violento per sottomettere e controllare l’ordine dei medici. Succede allora che un capogruppo consiliare manda un messaggio ai suoi sostenitori per invogliarli a votare una lista “amica”, in modo da poter controllare quell’ordine. È lecito allora chiedersi  cosa spinge un deputato regionale ad entrare in modo così forte in una competizione di tipo ordinistico” scrive ancora Somma. Che punta il dito contro tutto ciò che, in questi anni, non si è fatto: “Non sarebbe stato meglio utilizzare queste energie quando si dovevano sostenere i medici del 118 investiti da un ingiusto danno economico e morale? Non sarebbe auspicabile che la regione si occupasse della questione vaccini, dove i medici di medicina generale vivono un disagio profondo rischiando ogni giorno in prima persona di essere denunciati, come avvenuto per i colleghi siciliani?” l’atto d’accusa del medico. “Perché non abbiamo visto queste presenze quando si chiudeva il contratto per i medici ospedalieri? E le altre forze politiche dove sono? Cos’è questo silenzio assordante che rende possibile cose mai viste che non dovrebbero essere consentite. Si parla tanto di trasparenza,  separazione delle funzioni ed in questo caso dobbiamo assistere ad un’invasione di campo anche a mezzo stampa che nei fatti è risulta insopportabile ed insostenibile. È giunto il momento che i medici, le forze politiche, sindacali e sociali alzino la testa, difendendo la propria autonomia e dignità, chiedendo a voce alta alla politica di fare ciò per cui è preposta” conclude Francesco Sonmma.

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