Reddito di cittadinanza, a Napoli e in provincia boom di domande

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Reddito di cittadinanza, a Napoli e in provincia boom di domande
Primo giorno per fare richiesta del reddito di cittadinanza presso l'ufficio postale centrale in via Alfieri, Torino, 6 marzo 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Nel mese di febbraio 2021, oltre un milione di nuclei familiari ha beneficiato del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza, con 2,3 milioni di persone coinvolte ed un importo medio a nucleo pari a 564 euro. I numeri dell’Inps dimostrano come, in piena pandemia, lo strumento di sostegno al reddito sia stato utilizzato. A gennaio i beneficiari erano stai 1,2 milioni di nuclei, pari a 2,8 milioni di persone. Sono 229 mila le famiglie (229.024), pari a 600 mila persone, che in Campania hanno usufruito del reddito di cittadinanza a febbraio. Come già accaduto nei mesi scorsi, poi, la provincia che in assoluto nel mese di febbraio 2021 ha avuto più nuclei beneficiari (143mila, pari al 14% del totale, con un importo medio a nucleo di 655 euro) è stata Napoli, a seguire Roma (68mila, pari al 7% del totale e un importo medio di 538 euro) e Palermo (63mila, pari al 6% del totale e un importo medio di 656 euro). La diminuzione del numero dei nuclei rispetto al mese precedente risente dell’aggiornamento della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), indispensabile per poter proseguire con l’erogazione del beneficio, che puo’ essere stata presentata in ritardo o aver provocato la decadenza del beneficio. Una analoga flessione era stata registrata anche lo scorso anno, nello stesso periodo, influenzata appunto dai termini di presentazione delle nuove dichiarazioni. Tra gennaio e febbraio 2021, è stato revocato il beneficio a 36 mila nuclei, con conseguente sospensione e azione di recupero del pregresso: la causa prevalente di revoca (33%) è stata la titolarità di autoveicoli o motoveicoli da parte di qualche componente del nucleo, chiaro effetto dei controlli generati grazie alla convenzione attivata da Inps con ACI. Altre cause di revoca sono state le dichiarazioni non conformi rispetto al patrimonio mobiliare (20%) e ai redditi da attivita’ lavorativa (18%). Sempre dall’inizio dell’anno in corso, continua l’Inps, risultano 110 mila nuclei decaduti dal diritto: nel 70% dei casi la decadenza e’ dovuta a una nuova Dsu con valori che portano sopra soglia la verifica dei requisiti. Per quanto riguarda il Reddito di emergenza, i dati perfezionano il quadro gia’ definito lo scorso mese: i nuclei percettori di almeno una mensilita’, grazie decreto Rilancio che ha previsto erogazioni per due mesi, risultano pari a 292mila, con 703mila persone coinvolte e un importo medio mensile di 559 euro. Sono invece 255mila i nuclei beneficiari del Reddito di emergenza disciplinato dal decreto Agosto, con 584mila persone coinvolte e un importo medio pari a 550 euro. Con il decreto Ristori sono state aggiunte altre due mensilità, quella di novembre e quella di dicembre. Lo stesso articolo ha previsto l’erogazione, sempre delle mensilità di novembre e dicembre a domanda, per i nuclei che non avevano mai beneficiato del Rem.

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