Torre del Greco, il papà di una delle vittime: “Devono morire in carcere”

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Torre del Greco, il papà di una delle vittime: “Devono morire in carcere”

Torre del Greco. “Assassini ancora in libertà, devono morire in carcere”. Sono frasi cariche di rabbia quelle che Roberto Battiloro, papà di Giovanni, uno dei quattro giovani di Torre del Greco morti nel crollo del Ponte Morandi ad agosto del 2018, scrive quasi di getto condividendo il video del tg di Mentana. Immagini choccanti nelle quali si evidenzia come, tre anni prima del crollo, gli stralli della Pila 9, quella che poi secondo l’indagine sarebbe crollata erano già molto deteriorati. Battiloro in questi anni non si è mai fermato. Anzi, ha rispedito al mittente anche ogni tentativo di risarcimento che i vertici dell’azienda volevano pagare pur di chiudere la vicenda giudiziaria. Fece scalpore, qualche mese fa in occasione dell’avvio del processo, la sua decisione di rinunciare a un milione di euro. “Devo dire che mi sono sentito un po’ solo e avvilito in questi anni. Gli avvocati di Aspi ci hanno contattato quattro volte, con offerte anche molto importanti. Ma io non ne avrei accettati neanche 10 di milioni perché non voglio ristori. Questo non è un Superenalotto e mi ha sorpreso come siano riusciti a comprarsi 40 famiglie. No, prima di tutto deve uscire la verità. Spero che questa mia rinuncia contribuisca ad avere un vero giudizio. Il procuratore Cozzi me l’ha giurato in faccia: “Tratterò il processo come se fosse morto mio figlio”, mi ha detto. Capisco però chi ha accettato il denaro: se con il proprio caro qualcuno ha perso una fonte di reddito, non è facile tirare avanti» furono le parole di Roberto Battiloro.    

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