False assunzioni a Italo, i giudici: “Ecco come operava la cricca”

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False assunzioni a Italo, i giudici: “Ecco come operava la cricca”

Castellammare. “Il copioso materiale probatorio consente di delineare con nitidezza anche l’operativitĂ  di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di truffe” ai danni di giovani disoccupati ai quali venivano promessi finti posti di lavoro per la societĂ  Italo Treno. Questi i tratti salienti dei motivi della sentenza di primo grado che, a dicembre scorso, ha inchiodato Francesco Buondonno, Giulio Raimo e Andrea Viscardi. Quest’ultimo è il politico di centrodestra dell’associazione Progetto Italia che, candidatosi al Senato, partecipando “agli incontri, convocando riunioni con le persone offese, si presentava come referente della NTV e le rassicurava in ordine al buon esito dell’assunzione. In alcune occasioni Viscardi” – così adesso scrivono i giudici – avrebbe “applicato una riduzione sulla somma di denaro che le persone offese dovevano corrispondere”. Il presunto scandalo giocato sulla pelle di 25 vittime di Castellammare di Stabia e di Gragnano si era concluso in aula lo scorso 1 dicembre con condanne inflitte per un totale di 6 anni e 10 mesi. I disoccupati, secondo l’accusa, erano caduti nel tranello orchestrato fin dal 2013 da un gruppo criminale senza scrupoli, composto da cinque persone. Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe per false assunzioni. Questa l’accusa che, dopo lunghe indagini, aveva poi trascinato alla sbarra gli stabiesi Francesco Di Maio – unico mandato assolto a processo – e Francesco Buondonno, oltre ai due nolani Andrea Viscardi e Giulio Raimo. La pena piĂą alta è stata inflitta a carico di Buondonno (2 anni e 8 mesi); 2 anni ma con pena sospesa per Viscardi; 2 anni e 2 mesi, infine, per Giulio Raimo. A capo della presunta associazione, che in cambio di assegni post-datati da migliaia di euro garantiva il sogno del posto fisso con tanto di speranza per scatti di carriera, secondo l’accusa c’era Catello Gargiulo, che nel frattempo è deceduto. Per questo motivo, pur essendo considerato il promotore, per Gargiulo i giudici hanno deciso per una sentenza di estinzione. La presunta associazione aveva strategie e ruoli definiti: Francesco Buondonno si presentava come amministratore delegato della Logi Service, agenzia interinale che avrebbe dovuto cooptare i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato nella societĂ  Italo (totalmente estranea alla vicenda, ndr). Il politico Andrea Viscardi, secondo l’accusa, sarebbe stato in grado di convincere le vittime a frequentare un corso di formazione pagato cifre stratosferiche, per poi entrare nella societĂ  ferroviaria che fa concorrenza a Trenitalia. Incassati i soldi, però, i disoccupati stabiesi e dei Lattari restavano piĂą poveri di prima. In 25 – parti civili a processo, difesi dai legali Adriano Cafiero e Piero Sicignano – ora sperano in un risarcimento fino a 20mila euro. A svelare i retroscena del sistema, nel corso del processo, il racconto fatto ai giudici da una delle presunte vittime. Il giovane, in tribunale, ha detto: «Ci accordammo per 30mila euro da consegnare in assegni post-datati: di cui 6 da 5mila euro”. Ma quel posto fisso, sognato e rincorso a lungo, non è mai arrivato.

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