Ercolano, la casta del Comune non molla lo «stipendio»: bocciato il taglio del 15% ai gettoni

Daniele Gentile,  

Ercolano, la casta del Comune non molla lo «stipendio»: bocciato il taglio del 15% ai gettoni
Il Comune di Ercolano

Ercolano. La casta di corso Resina respinge al mittente la proposta di tagli ai gettoni e «blinda» gli stipendi dei consiglieri comunali: i politici eletti a settembre del 2020 non dovranno, infatti, fare sacrifici per appianare il disavanzo di bilancio venuto a galla nell’ultimo anno. È quanto stabilito durante l’ultima seduta dell’assise cittadina, in cui è stato respinto l’emendamento presentato dalle forze d’opposizione per ridurre del 15% i compensi per il «lavoro» istituzionale. In sostanza i tre consiglieri comunali della minoranza come provvedimento anti-crisi e per lanciare un messaggio alla cittadinanza costretta a tirare la cinghia avevano proposto il taglio ai costi della politica. Tuttavia la maggioranza ha preferito votare contro la proposta, salvando così lo «stipendio».

Insomma, in un momento estremamente difficile in cui i cittadini sono chiamati a un sacrificio, i politici di corso Resina hanno preferito salvare il proprio compenso per il lavoro istituzionale che svolgono. Una scelta controversa e giustificata dal capogruppo del Pd con una spiegazione tecnica.

Ovvero, l’inammissibilità – secondo il parere dei revisori e dei dirigenti comunali –  dell’emendamento. «L’emendamento sulla riduzione del 15% risponde esclusivamente a una logica populista e strumentale poiché già nel 2016 fu ritirata una mozione del medesimo tenore perché non è competenza del consiglio comunale stabilire la riduzione bensì il singolo può farla – spiega l’ondivaga Antonietta Garzia, in varie occasioni in passato entrata in rotta di collisione con il sindaco Ciro Buonajuto –  I consiglieri comunali del Pd e gli assessori, in silenzio e senza clamore, devolvono parte del proprio compenso per finalizzato ad azioni per la comunità come pacchi spesa, calze per i bimbi e molte altre attività. Ciò avviene da sempre e con regolarità. La politica non può e non deve usare strumentalmente temi così delicati. Il dato è uno: l’opposizione propone 5 emendamenti che incassano tutti i pareri sfavorevoli di tutti gli organi preposti a renderli. Dunque palesa incapacità a incidere sul piano. Critica il piano ritenendolo ingiusto e gravoso e poi seguendo una logica che sfugge, nella sua votazione si astiene anziché votare contrario».

Insomma, nessun taglio forzato ai compensi per i consiglieri comunali della città degli Scavi. Ma ci sarebbe comunque la possibilità di ridursi in autonomia lo «stipendio» per la partecipazione alle riunioni della commissioni consiliari. Ma, visto l’andazzo e la crisi economica post-Covid, difficilmente qualcuno rinuncerà a emolumenti che – in molti casi – arrivano a 1.200 € al mese. Con buona pace dei sacrifici dei cittadini.

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