Faraglioni di Capri danneggiati dai datterai: 16 ordinanze tra Castellammare e l’isola azzurra – TUTTI I NOMI

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Faraglioni di Capri danneggiati dai datterai: 16 ordinanze tra Castellammare e l’isola azzurra – TUTTI I NOMI

La Procura di Napoli e della GdF ha notificato 19 misure cautelari con l’accusa di devastazione ambientale attuata per scavare dalle rocce del Porto di Napoli e anche dei Faraglioni di Capri per prelevare dalle rocce i “datteri di mare”, molluschi che vengono estratti picconando e infliggendo un grave danno all’ecosistema marino. Secondo quanto accertato da un pool di esperti che hanno fatto da consulenti agli inquirenti, è emerso le operazioni illegali di prelievo hanno desertificato l’ecosistema che si trovava sul 48% delle pareti dei faraglioni che si trovano sott’acqua. Si tratterebbe di un procedimento senza precedenti.

Secondo quanto emerso dall’indagine dei finanzieri, coordinata dalla V sezione della Procura di Napoli (sostituto procuratore Giulio Vanacore, procuratore aggiunto Sergio Amato) e dalla Procura Generale presso la corte di Appello, è stato ricostruito un vasto mercato illecito che vede coinvolte due organizzazioni (una napoletana e l’altra stabiese-caprese) le quali controllavano la raccolta abusiva e devastatrice dei datteri di mare da oltre trent’anni. Durante le intercettazioni telefoniche e ambientali, durante pochi mesi, è emerso che in quel breve lasso di tempo erano stati raccolti ben 8 quintali di datteri di mare, che nei periodi festivi arrivano a costare anche 200 euro al chilo.

Tra i reati contestati a vario titolo, figurano l’associazione per delinquere finalizzata al compimento di numerosi delitti ambientali, inquinamento e ricettazione. Si tratta, secondo gli investigatori, di una indagine pionieristica, integralmente accolta dal gip di Napoli Egle Pilla, alla quale hanno dato il loro contributo esperti (come il prof. Giovanni Fulvio Russo, presidente della Società Italiana di Biologia Marina (SIBM) e non solo, e il professore Marco Sacchi, dell’istituto Scienze Marine del CNR) nella quale è stato raccolto e adoperato tutto l’impianto accusatorio elaborato di recente in materia di delitti ambientali, che poggia le sue basi, tra l’altro, anche sulle convenzioni internazionali dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite sottoscritte a tutela dell’ecosistema e delle specie marine.

Fedagripesca: un piatto di datteri è bomba per l’eco-sistema

“Per un piatto di linguine ai datteri si distrugge un quadrato di fondale di 33 cm per lato, un gesto criminale che danneggia l’ambiente e mina la salute dei consumatori perché immette sul mercato prodotti ittici non tracciati”. Lo afferma Fedagripesca-Confcooperative, nel commentare misure cautelari circa l’accusa di devastazione ambientale attuata per estrarre datteri dalle rocce del Porto di Napoli e anche dei Faraglioni di Capri. Il dattero di mare, ricorda l’associazione, è un mollusco bivalve proprio come la cozza, ma mentre queste vedono un rapido sviluppo, la crescita dei datteri di mare è molto lenta. Basti pensare che per raggiungere 5 cm di lunghezza impiegano da 15 a 35 anni. La pesca dei datteri di mare, ricorda Fedagripesca, è vietata in diversi paesi, tra cui l’Italia appunto dal 1998, perché l’estrazione richiede lo smantellamento delle rocce in cui crescono, una pratica che può portare alla diversificazione della costa e alla distruzione purtroppo di interi habitat. “Bisogna formare consumatori sempre più consapevoli e rispettosi delle regole – ammonisce Fedagripesca – solo così si potrà fermare il mercato nero dei prodotti che non si possono mangiare. Al ristorante come a casa meglio uno spaghetto alle cozze, buono non solo per il palato ma anche per l’ambiente”.

Danneggiati anche gli scogli-simbolo di Vietri

Anche ‘i due fratelli’, i due scogli simbolo di Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana, sarebbero stati danneggiati dai cercatori di datteri di mare. La denuncia arriva dall’amministrazione comunale che, in una nota, parla di ennesimo “episodio che si registra a danno di uno dei simboli di Vietri sul Mare”. Questa mattina, infatti, sono stati rinvenuti pezzi di scoglio sull’arenile della frazione Marina, con all’interno i frutti. “Un ulteriore danno – secondo l’Amministrazione – ai due leggendari scogli più volte presi di mira dai cercatori di datteri”. “Ho avvisato immediatamente il Prefetto di Salerno – spiega il sindaco Giovanni De Simone – mentre sono stati attivati vigili urbani e volontari dell’Anta.

Già da tempo verifichiamo quanto sta accadendo ai danni dei nostri ‘Due Fratelli’ che sono il simbolo del nostro paese e stavamo mettendo in campo progetti per la salvaguardia e la valorizzazione, proprio d’intesa con la prefettura di Salerno. Non è la prima volta che registriamo questi episodi ma vogliamo che sia l’ultima. Con tutte le nostre forze proteggeremo i Due Fratelli, il mare e l’ambiente del nostro territorio e perseguiremo i responsabili di questo crimine”. Per il delegato all’Ambiente, Salvatore Pellegrino, intervenuto sul posto, è necessario mettere “in campo tutte le nostre energie per difendere i ‘Due Fratelli’ ma anche per individuare i responsabili. Nelle prossime ore valuteremo le azioni da intraprendere per proteggere i nostri due scogli’. Secondo l’assessore ai Lavori Pubblici, Marcello Civale è necessario che “quanto prima i responsabili siano assicurati alla giustizia. Per loro chiederemo pene esemplari”.

I NOMI

1.AMATO Pasquale, nato a Napoli il 19 settembre 1964;

2.AMATO Pasquale, nato a Napoli il 20 agosto 1965;

3.AMATO Vincenzo, nato a Napoli il 14 dicembre 1970;

4.AVELLA Catello, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 2 luglio 1971;

5.VIOLA Elpidio, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 06.01.1968;

6.VIOLA Giuseppe, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 01.07.1955; Custodia domiciliare:

7.VIOLA Catello, nato a Vico Equense (NA) il 19.02.1990;

8.DONNARUMMA Luciano, nato a Castellammare di Stabia (NA) il 11.07.1983;

9.AMATO Vincenzo di Mario, nato a Napoli 02.08.1990;

10.AMATO Salvatore, nato a Napoli il 04.11.1964;

11.BUONOCORE Giuseppe, nato a Napoli il 22.09.1946;

12.TESTA Giuseppe, nato a Napoli il 12.03.1984; Divieto di dimora nella Provincia di Napoli:

13.AMATO Mario, nato a Napoli il 20.12.1968; Divieto di dimora nella Regione Campania:

14.CILIBERTI Riccardo, nato a Napoli il 21.01.1974; 15.

ESPOSITO Angelo, nato a Napoli il 04 agosto 1980; Obbligo di presentazione alla P.G.:

16.AMATO Vincenzo, nato a Napoli il 21.05.1998;

17.BALDO Francesco, nato ad Aversa (CE) il 07.02.1967;

18.DI SABATO Ciro, nato a Napoli il 21.03.1956;

19.FIUME Gennaro, nato a Napoli il 30.10.1984.

 

CRONACA