Castellammare. Traffico di droga, ci sono altri 15 indagati

Tiziano Valle,  

Castellammare. Traffico di droga, ci sono altri 15 indagati

La Procura Antimafia chiede l’arresto di quindici persone ritenute attive nel business dello spaccio di droga a Castellammare di Stabia. Il gip del Tribunale di Napoli si oppone perché, a suo avviso, non sussistono esigenze cautelari. La Dda non si arrende, presenta ricorso e alla fine riesce a ottenere la custodia cautelare in carcere per Vincenzo Di Palma, alias ‘o palummiello, che ora dovrà ricorrere in Cassazione e sperare in una sentenza favorevole, per evitare di finire dietro le sbarre. Si chiude così, per il momento, un vero e proprio braccio di ferro tra la Procura Antimafia e i giudici del Tribunale di Napoli, cominciato con la richiesta di applicazione delle misure cautelari per l’inchiesta Domino, la maxi-indagine condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, che lo scorso giugno ha portato all’arresto di una trentina di persone ritenute attive nello spaccio di sostanze stupefacenti a Castellammare di Stabia. Un business controllato dal clan D’Alessandro che avrebbe dato vita al cosiddetto “Patto di Scanzano”, ossia l’accordo che prevede che tutte le piazze devono rifornirsi dalla cosca, che allo stesso tempo percepisce anche una percentuale sugli incassi. Un sistema che, secondo quanto svelato dalle indagini, vedeva a capo i boss Giovanni D’Alessandro e Sergio Mosca, e l’ex reggente della cosca Antonio Rossetti. Circa mezzo milione di euro al mese, a sentire i pentiti, i guadagni del clan di Scanzano, che inonda di marijuana, hashish e cocaina quasi tutti i quartieri di Castellammare di Stabia, affidando la vendita al dettaglio ai capizona che gestiscono pusher e vedette.

Un affare con il quale, secondo l’Antimafia, avevano a che fare a vario titolo anche: Anna Gargiulo (moglie del narcos Giuseppe Vuolo); Giovanni e Fausto Esposito (per la piazza di spaccio di dietro al mercato); Silverio Onorato (ritenuto a capo del Terzo Sistema di Moscarella) e i suoi fedelissimi Ernesto Di Maio e Michele Di Maria; Fortunato Vitale e Raffaele Perillo (accusati di fornire stupefacente ai pusher); Valerio Afasano, Aldo De Martino, Antonio Imparato, Francesco Paolo Iaccarino e Maurizio Amendola (ritenuti acquirenti di grosse partite di droga). Ma soprattutto Vincenzo Di Palma, che secondo l’Antimafia sarebbe a capo della piazza di spaccio del Gesù. nel cuore del centro antico di Castellammare di Stabia e soprattutto un personaggio di spicco del clan D’Alessandro.I giudici del Riesame hanno respinto il ricorso presentato dalla Procura per 14 dei 15 indagati a piede libero, confermando per gran parte la tesi del gip di Napoli, che non aveva previsto per loro misure cautelari. Mentre ha ribaltato la decisione per Vincenzo Di Palma (accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti), applicando la custodia in carcere per il ras. Secondo i giudici, infatti, Di Palma era uno dei canali privilegiati di Nino Spagnuolo e Francesco Delle Donne, ritenuti i narcos dei D’Alessandro, per la vendita di grosse partite di droga. E la sua attività, paradossalmente, sarebbe confermata da un agguato al quale è riuscito a sfuggire il 10 settembre 2017 a opera dei Vitale.L’applicazione della custodia cautelare in carcere per Di Palma potrà ora essere impugnata dalla difesa, che potrebbe decidere di presentare ricorso in Cassazione. Gli altri, invece, restano indagati a piede libero.

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