Pompei, vincono i comitati ambientalisti: “Stop all’installazione delle antenne 5g”

Salvatore Piro,  

Pompei, vincono i comitati ambientalisti: “Stop all’installazione delle antenne 5g”

Pompei. Stop al 5G, è la vittoria dei comitati di protesta. “La nostra battaglia, combattuta da mesi per il diritto alla salute dei cittadini di Pompei, prosegue. Ora, restiamo in attesa di una svolta per la sicurezza dei nostri figli”. Questa la prima reazione rilasciata ieri dai portavoce del comitato Articolo 32 per il Diritto alla salute, l’associazione nata in città con lo scopo di fermare la sperimentazione in via Crapolla delle presunte antenne dei veleni 5G. Una battaglia combattuta da circa dieci mesi, e che Metropolis ha “raccontato” passo dopo passo. La svolta, che per adesso segna una vittoria importante, sia pure soltanto parziale, per la lotta intrapresa dai comitati (le associazioni contrarie sono due, nel computo rientra anche il comitato di protesta Crapolla Oltre) è giunta ieri, quando un’ordinanza a firma del vicesindaco Andreina Esposito ha bloccato per 6 mesi l’installazione sul territorio comunale delle antenne 5G. “Con l’ordinanza si vieta a chiunque la sperimentazione o l’installazione del 5G sul territorio in attesa dell’approvazione di un regolamento del consiglio comunale per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti di 5G. Il fine è contenere il più possibile l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici, individuando per questo siti specifici e applicando il principio precauzionale sancito dall’Unione Europea” ha precisato ieri una nota diffusa dall’amministrazione comunale. “Stiamo rischiando troppo, in gioco c’è la salute dei nostri figli. Le antenne 5G vanno messe altrove, non dove risiedono 25 famiglie con bambini” avevano in precedenza tuonato i rappresentanti dei comitati di protesta, che nel frattempo erano sorti in via Crapolla II: la strada periferica dove il colosso francese della telefonia Iliad Spa avrebbe voluto piazzare un ripetitore 5G (un’antenna stazione base-radio) all’interno di un terreno privato confinante con 25 abitazioni di padri, mamme e  bambini. L’associazione “No al 5G” Crapolla Oltre, il 4 dicembre scorso, diffidò il Comune “nella persona del sindaco Carmine Lo Sapio e nelle more di ogni verifica scientifica che valuti i rischi della tecnologia sulla salute, a sospendere immediatamente ogni sperimentazione della suddetta tecnologia nell’area di via Crapolla”. Sarà adesso  la Prima Commissione Permanente del Comune di Pompei a dover valutare  l’adozione di  un regolamento per imporre stringenti paletti alla sperimentazione delle presunte antenne dei veleni sull’intero territorio comunale. Il regolamento terrà comunque conto anche delle linee guida emanate dagli organismi nazionali di tutela della salute e dell’ambiente e dei  dati scientifici, tra i quali la nuova classificazione della cancerogenesi delle radiofrequenze annunciata dall’International “Agency for Research on Cancer”.

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