Caos rifiuti a Torre del Greco, vergognoso show in consiglio comunale. E gli atti finiscono in procura

Alberto Dortucci,  

Caos rifiuti a Torre del Greco, vergognoso show in consiglio comunale. E gli atti finiscono in procura
Il consiglio comunale di Torre del Greco

Torre del Greco. Tre ore di litigi, grida da mercato e vergognosi teatrini. Naturalmente, a spese della collettività. Se qualche inguaribile ottimista si aspettava risposte e soluzioni dalla seduta monotematica del consiglio comunale sulle «problematiche relative alla nettezza urbana» all’ombra del Vesuvio, sarà rimasto inevitabilmente deluso. Perché l’emergenza rifiuti – principale tallone d’Achille della squadra di governo cittadino uscita, a giugno del 2018, vincitrice dalle elezioni delle 20 euro – si è trasformata in una nuova occasione di scontro totale per gli «scambisti politici» di palazzo Baronale. Con gli ex dissidenti – oggi all’opposizione – a puntare l’indice contro la «maggioranza abusiva» messa in piedi dal sindaco Giovanni Palomba e gli ultimi arrivati sulla carovana del buongoverno a difendere stucchevolmente il settore Nu contestato fino allo scorso mese di gennaio. In mezzo, rancori personali e veleni privati capaci di trasformare l’assise cittadina in una casba fuori controllo.

Partenza con il botto

A dare la stura ai feroci botta & risposta registrati durante la discussione è stato proprio il sindaco Giovanni Palomba, pronto a inaugurare la seduta con un fuori programma – accompagnato da pesanti invettive ai firmatari della richiesta di riunione monotematica sulla Nu, in larga parte assenti al momento dell’appello iniziale – davanti a cui lo stesso capo dell’assise Gaetano Frulio non si è potuto esimere dall’ammonire il primo cittadino. Non l’unico provvedimento disciplinare del sabato da incubo vissuto in municipio, perché il confronto è subito scivolato sul viscido terreno del mancato rispetto del capitolato d’appalto e delle disastrose condizioni in cui – a dispetto degli spot social del saltimbanco Luigi Mele, ex nemico giurato di Giovanni Palomba & co. e oggi primo difensore dell’amministrazione comunale – versano interi quartieri della quarta città della Campania. Un interminabile elenco di disservizi e inosservanze concluso dalla richiesta avanzata dalla minoranza – attraverso il neo-presidente della commissione trasparenza, Romina Stilo – di abbassare la tassa Nu del 20% per evitare ai contribuenti la beffa della mazzata economica in aggiunta al danno del calvario igienico-sanitario. Ovviamente, nessuna risposta è arrivata dai banchi della maggioranza.

Il centro servizi

Ma il vero scontro politico si è consumato sul centro servizi per la Nu a viale Sardegna. Un progetto portato avanti dall’amministrazione comunale, con buona pace della «letterina di sospensione» firmata da Giovanni Palomba per fare calare il silenzio sulla vicenda. L’opposizione guidata dagli ex dissidenti ha provato in due differenti momenti – complici le delucidazioni fornite in aula dal dirigente del settore ambiente Claudia Sacco, pronta a confermare lo stato di avanzamento del piano per realizzare la «cittadella dei rifiuti» a due passi da via Nazionale – a discutere la delibera già approvata dalla giunta, incassando due secchi no dalla maggioranza. Il muro contro muro si è chiuso intorno alle 14, quando il sindaco – alla luce delle defezioni registrate tra le file della minoranza – ha ordinato alla maggioranza di lasciare l’aula e fare cadere il numero legale. Non prima di registrare la richiesta dell’ex sindaco Valerio Ciavolino di inviare il verbale della seduta al prefetto di Napoli e ai pm delle procura di Torre Annunziata. Ora chiamati a trovare risposte agli interrogativi lasciati in sospeso dalla casta del Comune.

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