Portici, la vittima degli usurai di Ercolano: «Costretto a cedere la casa ai miei aguzzini»

Daniele Gentile,  

Portici, la vittima degli usurai di Ercolano: «Costretto a cedere la casa ai miei aguzzini»

Ercolano/Portici. Erano due insospettabili, marito e moglie, lui operaio e lei casalinga. Insomma, una coppia apparentemente «normale». Apparentemente, appunto. Perché le indagini condotta dagli uomini in divisa della guardia di finanza di Portici – diretti dal comandante Raffaella Frassine – hanno svelato il volto usuraio dei coniugi: la coppia prestava soldi a imprenditori in difficoltà per poi chiederli indietro con tassi di interesse di circa il 400%. In questa rete, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano cadute tre persone: due imprenditori – uno di Portici e uno di Latina – e un operaio. Tutti avevano ottenuto soldi dalla coppia e poi sotto minaccia gli erano stati imposti tassi di usura nella restituzione delle somme.

L’imprenditore

Tutto è cominciato quando un imprenditore del settore edile di Portici ha raccontano il suo inferno alla guardia di finanza. A cui ha riferito come in un periodo di forte crisi economica era stato messo in contatto con gli usurai. Circa quattro anni fa. Da loro aveva ottenuto una cifra per mandare avanti la sua attività, oltre trentamila euro che non è riuscito a restituire alla coppia, complice anche gli elevati tassi di interesse che gli avevano chiesto. Così, in poco tempo l’imprenditore e anche un operaio della stessa ditta edile, che aveva ottenuto dagli stessi strozzini 20.000  euro, si sono trovati indebitati fino al collo. La stessa sorte è toccata, poi, a un altro imprenditore entrato in contatto con gli usurai, stavolta di Latina. Complessivamente i tre avevano ottenuto 115 mila euro dagli strozzini, con un interesse pari al 400% della cifra ottenuta. All’imprenditore di Portici gli strozzini avevano addirittura sottratto casa, nonostante lui pagasse ancora il muto. Sarebbe proprio a quel punto che l’uomo ha trovato il coraggio di denunciare l’accaduto alla guardia di finanza che ha fatto scattare le indagini e alla fine è riuscita ricostruire la tela dell’usura, sequestrando alla coppia di strozzini beni per 500 mila tra cui, proprio l’appartamento appartenuto in precedenza all’imprenditore edile.

L’operazione     

Raccolta la denuncia dell’imprenditore, le fiamme gialle hanno sequestrato immobili e disponibilità finanziarie del valore di 500.000 euro nei confronti di due coniugi indagati per usura. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli al termine di un’indagine scaturita da una verifica fiscale eseguita dai finanzieri della compagnia di Portici, pronti a scoprire come la coppia insospettabile avesse elargito prestiti in cambio di interessi elevati. I due non appartengono a clan camorristici della zona e sfruttando un’eredità di famiglia, erano riusciti a mettere in piedi il sistema di usura che da Portici è arrivato fino a Latina.

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