Affare spaccio, 13 condanne per i ras della droga di Torre Annunziata

Salvatore Piro,  

Affare spaccio, 13 condanne per i ras della droga di Torre Annunziata

Spaccio di droga anche in carcere, arriva la stangata per i “Morello Boys”. I giudici: 13 condanne per 73 anni di galera. Giuseppe Morello è stato condannato a 6 anni e 4 mesi. Al suo presunto braccio destro, Francesco Gallo, 22enne di Pompei, il gip del Tribunale di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, ha inflitto una pena a 4 anni e 4 mesi di galera. Durissime le condanne inflitte anche agli altri torresi Lorenzo Conò, Benito Nasto, Paolo Morello, che hanno rispettivamente incassato condanne pari a 7 anni, 6 anni e 6 mesi, 9 anni e 9 mesi. Proprio Paolo Morello, capace di vantare una parentela con lo storico superboss della camorra oplontina, Valentino Gionta, secondo gli investigatori era a capo di una delle piazze di spaccio più attive della zona vesuviana. Condannati poi Mauro Corsaro (4 anni e 3 mesi); Salvatore Orofino (6 anni); Vincenzo Annunziata (4 anni e 4 mesi); Cristian De Angelis (4 anni e 10 mesi), Alessandro Montella (4 anni e 2 mesi), Carlo Izzo (9 anni e 4 mesi), Virginia Lanzieri (3 anni), Pasquale De Luisa (2 anni e 8 mesi). “Gli ordini delle sostanze stupefacenti partivano anche grazie ai cellulari portati in cella” secondo l’inchiesta. L’accusa il 20 maggio scorso aveva invocato pene durissime – dai 2 anni e 8 mesi fino ai 10 anni di reclusione – per 13 dei 36 presunti pusher che finirono in manette nel 2019 con le accuse a vario titolo di detenzione e spaccio di cocaina, hashish, marijuana, droghe sintetiche. Tra i clienti c’erano dei minorenni, mentre corrieri e pusher avrebbero continuato a spacciare anche se, nel frattempo, erano detenuti nelle carceri di Fuorni e di Lanciano. I carichi di droga partivano dai rioni Provolera, Cuparella e Murattiano di Torre Annunziata, raggiungendo infine le piazze di spaccio del Piano Napoli di Boscoreale. E ancora di Eboli, Salerno e Messina. “Una holding collaudata” secondo gli esiti della maxi-inchiesta “un’organizzazione criminale irrefrenabile, che ha portato i soggetti più operativi a cedere grossi quantitativi di sostanze stupefacenti anche fuori Regione. E, in alcuni casi, nelle carceri”. A capo della presunta holding della droga, secondo l’accusa, c’era Giuseppe Morello, 44enne di Torre Annunziata. Morello – descritto come “il motore dell’intero gruppo criminale” – risulterebbe infatti coinvolto nella quasi totalità dei circa 700 episodi di spaccio accertati durante le indagini. La droga veniva introdotta anche nelle carceri di Salerno e Lanciano. Nella piazza di Torre Annunziata era attivo inoltre un efficace servizio “baby”. Una ragazzina di 17 anni portava le dosi ai minorenni. Le consegne della droga avvenivano a casa del pusher o del tossicodipendente.

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