La zona rossa “uccide” gli ambulanti: “Riapriamo lo stesso martedì”

Andrea Ripa,  

La zona rossa “uccide” gli ambulanti: “Riapriamo lo stesso martedì”

Il prolungamento della zona rossa in Campania tiene ancora chiusi i mercati. Se peri venditori di generi alimentari uno spiraglio s’è intravisto solo negli ultimi giorni, per tutti gli altri il ritorno a lavoro resta un miraggio. Ecco perché oltre alle proteste annunciate, subito dopo Pasqua, le associazioni sindacali ora sono pronte a manifestazioni forti. Contro il governo. Perché oltre all’assenza dal lavoro, nonostante i numeri da “zona arancione”, restano i problemi legati ai mancati ristori per una categoria sull’orlo della crisi già prima del Covid e ora messa definitivamente in ginocchio dalla pandemia che da un anno a questa parte ha permesso agli ambulanti di lavorare per solo sei mesi. L’Anva Confesercenti Regionale Campania, l’Aicast Siva e Assocampania ora dicono «basta» alla chiusura dei mercati. «Comunicheremo alle Prefetture ed alle Questure della Campania che a partire da giovedì 8 aprile gli operatori ambulanti del settore non alimentare occuperanno tutti i giorni i loro posteggi nei mercati in forma di forte protesta». Insomma, i furgoni partiranno lo stesso. I lavoratori occuperanno i posteggi, anche se poi dovranno restare chiusi. La decisione è contenuta in una nota congiunta a firma di di Aniello Ciro Pietrofesa coordinatore regionale Anva Confesercenti, Antonio Vitale  vice presidente Aicast Siva ed Enzo Speranza presidente Assocampania. «I mercati non sono il problema: tenerli chiusi determina lo sfinimento della categoria. I mercati possono invece essere la soluzione considerato che, da quanto si evince dagli studi scientifici e da quanto dichiara la stessa OMS, il contagio nei luoghi all’aperto è minore. Con le giuste misure si azzera del tutto. – spiegano le associazioni di categoria – Le attività ambulanti sono rimaste chiuse per un mese. Nello stesso tempo molti negozi hanno continuato a vendere ‘di tutto’ a causa dei mancati controlli». Lo stop prolungato, connesso ai mancati aiuti da parte del Governo centrale (2 ambulanti su 5 non hanno ricevuto nulla dallo Stato), rischia di contribuire alla chiusura di altre attività. E già durante la prima ondata della pandemia si è assistito a uno stillicidio. «Da oggi gli ambulanti non accetteranno nuove ed ulteriori penalizzazioni. Questa non è una ‘zona rossa’ e le restrizioni applicate a chi chiede solo di lavorare suonano come una beffa. Gli ambulanti non rivendicano sostegni o contributi a seguito delle chiusure (che puntualmente non sono mai arrivati). Essi chiedono solo di poter lavorare in piena sicurezza per se stessi e per i clienti. – si legge ancora in una nota delle associazioni di categoria – Quello mercatale è un comparto che dà lavoro non solo agli operatori ambulanti ma anche ad un indotto per un totale, in Campania, di circa  40mila imprese tra ingrosso e dipendenti. I 28mila ambulanti campani sono oggi  in gravissima difficoltà economica. Non vi è all’orizzonte un piano di rilancio delle nostre attività sia a livello nazionale che regionale. Non siamo considerati quale categoria a rischio al fine dell’inserimento negli elenchi delle persone da vaccinare. Una parte della nostra categoria, gli ambulanti fieristi, è ferma oramai da 15 mesi senza nessun aiuto e senza un piano per il ritorno al lavoro. Per queste insopprimibili ragioni dall’8 aprile e per tutti i giorni successivi occuperemo, per protesta, i nostri posteggi nelle aree mercatali».

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