Il Puc di Pompei è salvo, no al commissariamento

Salvatore Piro,  

Il Puc di Pompei è salvo, no al commissariamento

Nuovo Puc, commissariamento evitato solo in extremis. L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Pompei, Raffaella Di Martino: «Atti inviati in Regione lo scorso 31 marzo, nessun rischio di commissariamento». L’opposizione, però, resta polemica e adesso incalza: «Manca una reale visione complessiva e prospettica per il futuro urbanistico della città di Pompei. Il nuovo Puc doveva rientrare tra le priorità dell’amministrazione». In città, la storia è vecchia. La polemica sull’adozione di piano urbanistico che sostituisca un vecchio piano regolatore – fermo addirittura al 1981 – adeguandolo inoltre ai nuovi progetti Hub ferroviario ed Eav è spesso all’ordine del giorno. Ma il recente rischio del commissariamento evitato per 24 ore, rispettando infatti soltanto in extremis, il 31 marzo scorso, il termine ultimo per inoltrare alla Regione Campania una bozza di preliminare Puc, ha ridato fiato alle polemiche, infiammando il dibattito politico circa presunti e paventati ritardi progettuali. Con il bilancio regionale da 30 miliardi di euro, approvato il 23 dicembre del 2020, Palazzo Santa Lucia ha dettato inoltre una stringente road-map per l’adozione dei Puc da parte dei Comuni campani. Dopo l’adozione del preliminare, il vero e proprio Puc dovrà passare al vaglio della giunta municipale entro e non oltre il prossimo 30 giugno. Il termine finale per l’approvazione, quest’anno, è slittato invece al 31 dicembre. Al Comune di Pompei, una volta evitato il primo “scoglio”, dovrà quindi scattare una vera e propria corsa contro il tempo per l’adozione di un nuovo Piano urbanistico comunale fermo da oltre 40 anni. La minaccia del commissariamento – frutto dell’ultima modifica al regolamento della legge urbanistica, varata dalla giunta regionale – aveva già sfiorato Palazzo de Fusco. Il 21 novembre del 2019, infatti, l’allora dirigente responsabile degli uffici per la Pianificazione territoriale e Urbanistica della Regione Campania, la dottoressa Lucilla Palmieri, inviò al Comune di Pompei una dettagliata e-mail di «diffida ad adempiere» con annessa minaccia di sanzione e quindi l’automatica entrata in vigore dei «poteri sostitutivi» esercitati da un commissario ad acta regionale. La diffida ad adempiere, nel 2020, ha complessivamente riguardato 400 su 550 enti locali della Campania. «Il nostro Comune necessita di un Puc che ripensi la città a cominciare dalle periferie ed è opportuno ripensare a progetti come l’Hub e l’Eav», rincara adesso la dose il leader dell’opposizione in consiglio comunale, l’avvocato Domenico Di Casola. «Occorre iniziare finalmente a occuparsi del Puc per gettare le basi concrete dello sviluppo della città” prosegue il leader della Coalizione Civica per Pompei “ne ho più volte parlato fin dal primo consiglio comunale dello scorso Ottobre. Purtroppo, l’amministrazione non ha fatto nulla, nè è mai stata convocata la Commissione Urbanistica da parte del suo presidente. Insomma, al riguardo non abbiamo mai ottenuto risposte concrete».

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