Una bomba nel palazzo, terrore al Piano Napoli di Boscoreale

Pasquale Malvone,  

Una bomba nel palazzo, terrore al Piano Napoli di Boscoreale

Quando è il momento di affondare gli artigli, la camorra non si ferma davanti a nulla. Poco prima della mezzanotte di martedì scorso, una potente bomba carta è stata fatta esplodere all’interno di una delle palazzine all’isolato 13 nel Piano Napoli di via Settetermini. La deflagrazione è stata fortissima ed è stata udita a chilometri di distanza. Per fortuna, ma è stato davvero un caso, nessuno tra i condomini ha dovuto ricorrere alle cure mediche. Ingenti, invece, i danni all’edificio. Sull’attentato dinamitardo, di chiaro stampo camorristico, indagano i carabinieri di Boscoreale coadiuvati dalla Compagnia di Torre Annunziata, accorsi pochi minuti dopo la detonazione. Davanti a loro le famiglie scappate via da quell’inferno, anche bimbi in strada spaventato per l’esplosione.

E’ il secondo attentato che si registra nello stabile in appena due mesi. A quanto pare, il bersaglio è ancora una volta F.P, un pregiudicato del quartiere che dopo il primo raid incendiario aveva abbandonato l’immobile dove ora vivono i genitori. Un avvertimento che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi se si fosse trovato qualcuno di passaggio.

Paura e distruzione

L’ordigno rudimentale sarebbe stato piazzato da due uomini che poi in tutta fretta si sarebbero dileguati nell’oscurità in sella ad unna moto. I pannelli in vetro e alluminio nei vani scale sono saltati per aria. Distrutte anche le porte di ingresso degli appartamenti, sorvegliati dai militari dell’Arma per l’intera notte. Danni anche alla pavimentazione del primo piano, nel punto in cui è stato posizionato l’ordigno rudimentale, e all’intonaco delle pareti. Sul posto sono giunti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Castellammare di Stabia che hanno effettuato un sopralluogo per verificare l’agibilità del palazzo. Ma nei loro occhi è fin troppo visibile il terrore dello scampato pericolo, in particolare per una famiglia con due bambini affetti da spettro autistico, che ora sono letteralmente sotto choc.

Le indagini

Le forze dell’ordine stanno lavorando con il massimo riserbo per risalire agli esecutori e ai mandanti dell’attentato che sembrerebbe legato allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tuttavia il clima di omertà va di pari passo con la paura. E’ più facile far finta di non aver visto o sentito nulla che parlare con le “guardie”. Il primo episodio risale al 6 febbraio scorso. Alle 4 del mattino tra venerdì e sabato un commando si era introdotto al terzo piano, appiccando le fiamme alla porta d’ingresso di un appartamento dove il pregiudicato viveva con la sua famiglia. Fumo e fiamme hanno avvolto la tromba delle scale del condominio, costringendo gli occupanti a rimanere barricati in casa, senza via di scampo. Erano stati salvati dai carabinieri che si erano gettati nella densa nube tossica anche a rischio della loro stessa incolumità. Con gli arresti eccellenti degli ultimi anni, che hanno portato al disfacimento dei clan storici, nel Piano Napoli sono saltate tutte le gerarchie. Ora ci sono le nuove leve che hanno voglia e fretta di dettare le legge, la loro legge. Piccole gang che agiscono come palline impazziti di un flipper che rischia di andare in tilt troppo in fretta.

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