Elezioni comprate e l’ombra dei clan: «Inviate la commissione d’accesso a Torre del Greco»

Ciro Formisano,  

Elezioni comprate e l’ombra dei clan: «Inviate la commissione d’accesso a Torre del Greco»

Una lettera inviata al Prefetto di Napoli, Marco Valentini. Un’interrogazione urgente indirizzata al Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Due documenti, un’unica richiesta: la commissione d’accesso in Comune. L’unico modo per dissipare le ombre sollevate su Palazzo Baronale dalla doppia inchiesta sul voto di scambio alle ultime elezioni comunali. Due indagini, entrambe coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, capaci di squarciare i veli su quello che i giudici definiscono «il vile mercimonio» che avrebbe caratterizzato le amministrative del 2018. Voti comprati, promesse, posti di lavoro per figli di boss e camorristi. Pacchi spesa e pestaggi. Uno scenario «indegno di un paese civile», come ha scritto il gip nell’ultima ordinanza che ha portato all’arresto di un consigliere comunale, Mario Buono (il secondo politico dopo Stefano Abilitato a finire nella rete dello scandalo tessuta dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli). Ieri, a cinque giorni dall’ultimo blitz, il senatore del Gruppo Misto, Sandro Ruotolo ha sottoscritto una interrogazione urgente rivolta al Ministro dell’Interno Lamorgese e firmata anche dai senatori  Loredana De Petris e Vasco Errani. Un documento nel quale si ripercorrono le tappe chiave dell’indagine capace di gettare l’ennesima palata di fango sulla credibilità della politica nella quarta città della Campania, la città di Enrico De Nicola (primo capo dello Stato italiano). Un’indagine dai contorni «inquietanti», scrivono i senatori, nella quale si tirano in ballo anche «esponenti della criminalità e imprenditori». Elementi sufficienti secondo Sandro Ruotolo per chiedere l’invio di una «commissione d’indagine per verificare se l’attività amministrativa del comune di Torre del Greco sia condizionata dall’ingerenza della criminalità organizzata presente in modo invasivo nel territorio». «Chiediamo – ribadiscono i senatori firmatari del documento – una commissione d’indagine per l’esercizio dei poteri di accesso e di accertamento». Una notizia arrivata anche in consiglio comunale, il primo consiglio  senza Mario Buono, l’ultimo politico arrestato e indagato per lo scandalo dei voti comprati. Il sindaco Giovanni Palomba, nel primo pomeriggio, ha deciso così di inviare una lettera, indirizzata al Prefetto di Napoli, Marco Valentini, confermando la necessità di fare piena luce sugli effetti di quello scandalo.  «Le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato la città – scrive il sindaco – e il relativo clima di allarme e sfiducia che si è generato inducono lo scrivente a sottoporre all’attenzione del Prefetto la possibilità di valutare la nomina di una commissione di accesso presso questo ente». Adesso toccherà a ministro e Prefetto decidere. Al vaglio, oltre alle indagini, ci sono anche due sentenze definitive legate al primo capitolo dello scandalo. Sentenze secondo le quali le elezioni del 2018 sono state condizionate dal voto di scambio.

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