Castellammare. Una foto come prova, Imperiale fa affari con i narcotrafficanti cileni

Redazione,  

Castellammare. Una foto come prova, Imperiale fa affari con i narcotrafficanti cileni

Nella memoria del cellulare di Richard Riquelme Vega, uno dei più grossi narcotrafficanti sudamericani, arrestato nell’ottobre 2017 in Cile, è stato recuperato un video che immortalerebbe Raffaele Imperiale, il latitante stabiese che è tra i primi tre ricercati dalla Procura Antimafia di Napoli. La scoperta è stata fatta un mese fa, quando nel corso del processo che si sta celebrando ad Amsterdam e che vede imputato Vega, meglio conosciuto come Rico Il Cileno, gli investigatori hanno annunciato di essere riusciti a decriptare i files del cellulare che fu sequestrato al narcotrafficante al momento dell’arresto.

Rico Il Cileno – così come Raffaele Imperiale, secondo fonti investigative – utilizzava un criptofonino, per evitare di essere intercettato e impedire alle forze dell’ordine di risalire a messaggi o mail inviate.Dopo un lungo lavoro gli investigatori sono riusciti a decriptarlo e dalla memoria sono spuntate fuori mail indirizzate a Raffaele Imperiale e video con il narcotrafficante stabiese, che nascondeva in un casolare della villa di famiglia, a Castellammare, due preziose tele di Van Gogh, trafugate in un museo di Amsterdam e poi ritrovate nel 2016, proprio nel rione Ponte Persica, alla periferia stabiese.Dal cellulare è spuntato molto altro. Assieme a Raffaele Imperiale verrebbero ritratti Naoufal Fassih (un criminale olandese, di origine marocchina, arrestato nel 2018 a Dublino per una sparatoria ad Amsterdam del 2015 e condannato a 18 anni di carcere), Ridouan Taghi (criminale olandese, di origine marocchine, arrestato nel dicembre 2019 a Dubai e sospettato di essere il mandante di 9 omicidi tra Olanda e Spagna), Edin Gacanin (boss bosniaco del narcotraffico che controllerebbe le rotte della droga tra il Peru e il porto di Rotterdam) e soprattutto Daniel Kinahan. Quest’ultimo vive a Dubai – dall’estate scorsa – e nonostante sia incensurato è considerato, dalle autorità del Regno Unito, a capo di una banda irlandese che traffica cocaina e armi.

Il suo nome è tornato alla ribalta negli ultimi giorni, quando la redazione irlandese del quotidiano britannico “The Sun” ha rilanciato la notizia che Kinahan fosse riuscito ad aggiudicarsi a un’asta di beneficenza il pallone della finale di Champions League del 2019, autografato dal campione del Liverpool Virgil van Dijk. All’asta, in Kazakistan, l’irlandese avrebbe sborsato 140mila euro per aggiudicarsi il pallone.Secondo la Dea, l’agenzia federale statunitense che indaga sul narcotraffico internazionale, Raffaele Imperiale era in affari proprio con Rico Il Cileno, Naoufal Fassih, Ridouan Taghi, Edin Gacanin e Daniel Kinahan. E assieme avrebbero formato un cartello capace di controllare quasi il trenta per cento dell’intero business della droga tra il Sudamerica e l’Europa, gestendo in monopolio le rotte della cocaina tra Colombia, Cile e Peru, verso i porti dei Paesi Bassi.Gli investigatori americani avrebbero documentato incontri dei narcotrafficanti al Burj Al Arab di Dubai, uno degli hotel più lussuosi del mondo, nel 2017. Lo stesso albergo nel quale – secondo gli 007 italiani – Raffaele Imperiale avrebbe trascorso una parte della sua latitanza, in una suite da circa 1.500 euro a notte.A supporto delle indagini, inoltre, ci sono anche gli elementi acquisiti dall’Europol sulla piattaforma Encrochat. Lo scandalo scoppiato nella primavera del 2020 ha permesso di accertare che circa 60mila persone in tutto il mondo utilizzavano un sistema criptato per le loro conversazioni e quasi il 90 per cento degli abbonati intercettati (tra marzo e giugno 2020), discutevano di traffico di stupefacenti e addirittura omicidi da compiere.

I criptofonini venivano messi a disposizione di clienti, tra Dubai, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi, disposti a pagare 3mila euro all’anno per il servizio.Poca roba considerando che secondo la Dea e l’Europol, il cartello di cui farebbe parte Raffaele Imperiale, sarebbe dietro un carico di 11,2 tonnellate di cocaina sequestrati ad Anversa appena lo scorso novembre. Un affare da oltre 200 milioni di euro.Nuovi sospetti, dunque, si concentrano sul narcotrafficante stabiese, che partito dalla periferia di Castellammare di Stabia è diventato uno dei broker delle cocaina più potenti d’Europa.

Una storia cominciata in un coffee shop di Amsterdam, circa ventincinque anni fa, che comincia a gestire dopo la morte del fratello. Un locale dove si consuma droga leggera, così come consentito dalla legge da quelle parti, e viene frequentato da narcotrafficanti che importano grossi quantitativi di cocaina dal Sudamerica.

Un business nel quale Raffaele, figlio del noto costruttore stabiese Ludovico Imperiale, s’inserisce dimostrando subito abilità negli affari e riuscendo a scalare in fretta la scala criminale per affermarsi come uno dei più potenti broker internazionali. Imperiale, in una recente intervista concessa al quotidiano “Il Mattino”, ha detto di aver trafficato droga dagli anni ‘90 fino al 2016.

Ma il sospetto dell’Interpol è che tutt’oggi continui a rappresentare un punto di riferimento per le organizzazioni criminali di mezza Europa. Tra questi, ovviamente, spiccano gli Amato-Pagano, gli Scissionisti di Scampia che Imperiale avrebbe rifornito di stupefacenti per almeno 20 anni. Un’attività criminale che gli è costata una condanna a 8 anni e 4 mesi, che è stata recentemente annullata dalla Cassazione, che ha rispedito gli atti alla Corte d’Appello. I giudici dovranno rideterminare la pena, tenendo conto delle attenuanti generiche (per aver restituito i due Van Gogh e beni allo Stato, per complessivi 130 milioni di euro) e la prescrizione del reato di intestazione fittizia, che pure era stata contestata al narcotrafficante.

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