Crociata per l’ospedale Maresca. Da Torre del Greco l’ultimatum a De Luca

Alberto Dortucci,  

Crociata per l’ospedale Maresca. Da Torre del Greco l’ultimatum a De Luca
L'ospedale Maresca

Torre del Greco. Potenziare il pronto soccorso e tutti i relativi servizi di supporto attraverso i fondi del Recovery Plan, in modo da restituire la piena funzionalità all’ospedale Agostino Maresca e garantire il diritto alla salute pubblica a una platea di circa 300.000 cittadini. è la richiesta bipartisan inviata dai politici di palazzo Baronale ai vertici della Regione Campania e dell’Asl Napoli 3 Sud: l’ennesima crociata per provare a salvare – a 10 anni dall’inizio della battaglia – il presidio sanitario di via Montedoro dallo spettro-chiusura, arrivata esattamente a un mese dalla seduta monotematica del consiglio comunale per discutere del futuro del nosocomio di Torre del Greco.

L’ultimo schiaffo

Alla base della nuova iniziativa politica promossa all’ombra del Vesuvio, la chiusura del pronto soccorso – decisa a fine febbraio – sacrificato sull’altare dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. «L’ospedale Maresca attualmente è vuoto e fatiscente – si legge nella relazione finale sottoscritta dai consiglieri comunali di Torre del Greco e inviata ai vertici della Regione Campania e dell’Asl Napoli 3 Sud – dovrebbe avere 150 posti letto e ce ne sono una ventina. Ci saremmo aspettati l’attuazione degli interventi del primo stralcio del  programma di edilizia sanitaria ma, benché ci fossero le risorse, non si sono attuati interventi per la messa a norma e l’incremento di posti letto. Ovviamente tutto ciò si è consolidato negli anni, ma ora è con questi mezzi che si deve garantire l’assistenza ordinaria per tutte le emergenze e la risposta alla pandemia». Con buona pace del decreto Rilancio – in Campania sono arrivati circa 400 milioni per il potenziamento degli ospedali e della sanità territoriale – e delle promesse da campagna elettorale del governatore Vincenzo De Luca e del consigliere regionale Loredana Raia, l’unico «onorevole» del territorio seduto tra gli scranni del centro direzionale. «Con l’avvento del Covid-19 – si sottolinea nel documento – è stata minata tutta l’organizzazione della rete. Poi, quando i focolai di contagio sono divampati, si è sacrificato il pronto soccorso del Maresca che, invece, doveva essere potenziato per vicariare la funzione di Boscotrecase, dopo la  sua conversione in Covid Hospital». Con una drammatica conseguenza: «I cittadini di tutta la zona vesuviana, in questo momento, non hanno niente sotto il profilo dell’assistenza sanitaria».

L’ultimatum a De Luca

Di qui, la richiesta di  «ripristinare al Maresca tutte le discipline specialistiche a corredo del pronto soccorso» per fare in modo che «l’ospedale torni a essere spoke nella rete  dell’emergenza». Un vero e proprio ultimatum per provare a restituire la «piena funzionalità del nosocomio Agostino Maresca al fine di garantire un’adeguata, costante, efficace e completa  assistenza sanitaria territoriale a una platea di 300.000 cittadini».

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