De Luca, le isole covid free si faranno dopo gli anziani. Altrimenti regaliamo a Spagna, Grecia e Croazia milioni di turisti

Redazione,  

De Luca, le isole covid free si faranno dopo gli anziani. Altrimenti regaliamo a Spagna, Grecia e Croazia milioni di turisti

“Le isole covid free si faranno, senza polemiche. Ora stiamo vaccinando gli over 80, i fragili, i 70enni, i 60enni. Quando finiamo questo cosa facciamo? Magari abbiamo dosi di Astrazeneca e possiamo farle a una popolazione limitata di isole che sono un brand mondiale come Capri e Ischia”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in un’intervista che andrà in onda stasera a Porta a Porta. “Capri e Ischia – ha detto – possono darci una ricaduta enorme. Cominciamo quando finiamo gli anziani e i fragili, ma i centri vaccinali hanno una loro autonomia, quando ci sono residui è meglio usarli per vaccinare quante più persone possibile. Possiamo muoverci con tranquillità, spirito unitario e onestà intellettuale. Per il turismo i tempi sono decisivi, se entro maggio non prendiamo misure regaleremo a Spagna, Grecia e Croazia milioni di turisti”.

Figliuolo dica quali vaccini sono stati distribuiti alle Regioni

“Chiedo che il commissario nazionale renda pubblici i dati sui vaccini distribuiti regione per regione in base alla popolazione e che sia reso pubblico il dato delle tipologie dei vaccini distribuiti”. Lo ha detto il governatore della Campania Vincenzo De Luca in un’intervista in onda stasera a Porta a Porta. “La Campania – ha detto – ha il 9.6% della popolazione italiana, ci spetta quella percentuale di dosi. Ora ce ne danno un po’ di più di Astrazeneca su cui c’è stato qualche rifiuto, a mio parere sbagliato. Ma non possiamo obbligare i cittadini. A me interessa che ci sia in Italia lo stesso impegno per tutti i cittadini del paese, credo che l’impegno sia quello e sia importante mantenerlo oggi, non quando siamo passati a miglior vita. Io sono d’accordo con il commissario Figliuolo quando dice che dobbiamo avere criteri omogenei in tutta Italia.

Cominciamo ad averne anche nella distribuzione dei vaccini, la Campania ha accettato che andassero prima più vaccini in Regioni con più anziani ma con l’accordo che poi si rispettasse il numero di vaccini rispetto alla popolazione: ad oggi mancano alla Campania 250.000 dosi”. “Vorrei dire con linguaggio da omelia: con quale coscienza si accetta di togliere alla Campania queste dosi? Siamo all’avanguardia per percentuali di utilizzazione e quindi siamo in grado di somministrare tutto, attendiamo che ci sia questa operazione di equità e di giustizia perché nei mesi passati è stato fatto un furto nei confronti della Campania”. De Luca è anche tornato sulla vicenda del contratto con Sputnik: “Il dato di fondo – ha detto – è la mancanza di vaccini che drammatizza tutti i problemi.

Un mese fa ho fatto un contratto con l’azienda produttrice di Sputnik e apprendo che in questi giorni la Baviera, la regione più ricca della Germania, sta facendo un contratto come la Campania e che la Germania sta lavorando per procurarsi venti milioni di dosi di vaccino Sputnik. Mi domando: cosa sta facendo l’Italia? Perché dorme in piedi? La Germania si muove, l’Italia no. Io mi farei lo Sputnik senza problemi, lo stanno usando a migliaia a San Marino”.

Il Governo  apre la scuola ma gli autisti dei bus non sono vaccinati ù

“Noi poniamo un problema di coerenza del governo. Si può dire apriamo le scuole in sicurezza e poi non muovere un dito per il trasporto pubblico locale? Gli autisti dei bus hanno 30, 40, 50 anni”. Lo ha detto il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, a proposito dei vaccini, in un’intervista a Porta a Porta che andrà in onda stasera. De Luca ha ricordato che questo vale per il turismo e “per i ristoratori – ha detto – perché possiamo aprire i ristoranti fino alle 23.30 ma il problema è la movida fuori controllo, problema che riguarda le forze dell’ordine, non i ristoratori che in maniera rigorosa e contingentata possono lavorare. Siamo in una fase diversa da un anno fa, ora abbiamo i vaccini e un’economia stremata, quindi riteniamo che sia ragionevole muoverci sulla vaccinazione per fasce d’età ma contemporaneamente dare una mano in condizioni di sicurezza alle categorie economiche, mi pare una linea di buon senso ma difficile da attuare in Italia”.

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