Penisola sorrentina. Fari dei pm sui permessi demaniali

Salvatore Dare,  

Penisola sorrentina. Fari dei pm sui permessi demaniali

Ci sono i riflettori accesi della Procura di Torre Annunziata sulle procedure amministrative che potrebbero condurre i Comuni a rilasciare proroghe delle concessioni demaniali marittime a tutte le attività situate lungo il litorale. Esiste interesse investigativo sugli iter che le amministrazioni stanno valutando di portare avanti in attesa di chiarimenti da parte del governo centrale. Motivo? Ancora una volta, l’eventuale presenza di abusi edilizi imputabili anche a stabilimenti balneari e altro tipo di attività commerciale sul demanio marittimo. Dal suo canto, che sulla querelle non fosse calata l’attenzione, l’aveva fatto capire già tempo fa il coordinatore del movimento civico “Conta anche tu” di Sorrento, Francesco Gargiulo, che insiste a voce alta sull’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi per quanto concerne la vecchia stradina che situata alle spalle dei lidi di Marina Piccola consentiva un collegamento tra l’area portuale e il ninfeo romano situato al di sotto dell’hotel Syrene.

«Si tratta di una prescrizione inserita già nel corso degli iter per le contestazioni edilizie previste dal Comune di Sorrento diverso tempo fa – sottolinea ancora Gargiulo – Si era detto che il tracciato, occupato in parte dai lidi, dovesse essere ripristinato completamente entro la fine del 2020 pena la decadenza dei permessi anche in sanatoria riservati per i concessionari. E’ un obbligo di legge oltre che morale provvedere al ripristino della legalità». Proprio il movimento “Conta anche tu”, a più riprese nel corso degli ultimi anni, ha provveduto a firmare diversi esposti e segnalazioni indirizzate a Capitaneria di Porto, Soprintendenza, ministeri competenti e autorità giudiziaria. La questione delle proroghe delle concessioni demaniali marittime è di evidente attualità perché le amministrazioni comunali si ritrovano in una sorta di “limbo” interpretativo. Esiste un un rompicapo sulla facoltà di estendere o meno le autorizzazioni. Innanzitutto, ci sono numerose sentenze della giustizia amministrativa che non boccia l’opportunità di prorogare le concessioni. A fare da contraltare a questa situazione, diverse Procure che si sono attivate con inchieste e accertamenti e provvedimenti di Tar e Consiglio di Stato che contestano la volontà di fissare al 2033 la scadenza delle concessioni. Pesa indubbiamente la sentenza del 2016 della Corte di giustizia europea, si sottolinea quanto le proroghe siano in contrasto con le normative e la direttiva Bolkestein. I balneari hanno già fatto sapere di volere rassicurazioni su ciò che d’altronde era stato già ribadito la scorsa primavera, alla fine del lockdown. Ovvero: no problem, concessioni fino al 2033.

Ma le amministrazioni restano nel limbo. «I Comuni alle prese con le concessioni balneari in scadenza chiedono al governo un intervento chiarificatore sul tema delle proroghe automatiche. Anche davanti a pronunce giudiziarie di segno diverso» è il senso della richiesta dell’Anci della scorsa settimana. Nel decreto Rilancio venne inserito un articolo che consentiva le estensioni delle concessioni ma neppure la giustizia amministrativa ha trovato una strada comune.

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