Portici, la mensa dei poveri a rischio chiusura: gara di solidarietà per i pasti caldi

Daniele Gentile,  

Portici, la mensa dei poveri a rischio chiusura: gara di solidarietà per i pasti caldi

Portici. La mensa del Buon Samaritano – gestita dall’ex candidato a sindaco Riccardo Russo – rischia di chiudere i battenti. Stavolta non si tratta dell’ennesima attività produttiva che rischia di non vedere la luce in fondo al tunnel bensì di una mensa che da anni in via Diaz dona pasti ai meno fortunati della città della Reggia: circa 70/100 pasti che ogni giorno vengono forniti alle famiglie in difficoltà economica e non solo a quelle recentemente travolte dalla crisi Covid.

Tuttavia, come ha spiegato l’ex candidato a sindaco, oggi è diventato davvero difficile riuscire a garantire ancora questo servizio: i pasti donati erano finanziati con i profitti della Terrazza dell’Ottocento che attualmente è chiusa per le disposizioni governative legate all’emergenza sanitaria. Mentre come ulteriore effetto collaterale c’è che l’Enel ha chiesto circa 18.000 euro di bollette arretrate a cui adesso i volontari non possono fare fronte.

Si tratta di quelle relative proprio alla mensa situata nell’istituto Pennese di Portici, dove da circa 8 anni Riccardo Russo e i volontari sono impegnati a dare un contributo ai meno fortunati. «Purtroppo diventa davvero difficile riuscire a dare ancora un contributo ai bisognosi, gli incassi sono al minimo storico e per questo motivo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti – spiega Riccardo Russo -. L’idea è rendere i cittadini che lo desiderano formalmente soci della Ottocento Napoletano Benefit, anche con un solo euro, per gestire la Mensa e i corsi di formazione dei minori a rischio di condizionamento camorristico. Così ognuno si potrà rendere conto della realtà della gestione, partecipare, decidere e controllare attivamente l’amministrazione, e magari dare lavoro ai bisognosi».

Dunque, così è partita una vera e propria gara di solidarietà in città: in poche ore sono state raccolte diverse donazioni che in questo momento appaiono come una vera e propria manna dal cielo per i volontari, ma soprattutto per chi è “costretto” a recarsi alla mensa del Buon Samaritano per un aiuto, ovvero un pasto caldo. Infatti, come è noto dal martedì al venerdì i volontari confezionano cibi per almeno 100 persone che con la pandemia si sono impoverite ulteriormente. Il tutto era possibile perché la Mensa aveva una sua attività parallela, la Terrazza di 800 Napoletano che le consentiva un autofinanziamento.

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