Agguato a San Marzano sul Sarno, nel mirino del commando di fuoco il pentito di Poggiomarino Carmine Amoruso

Andrea Ripa,  

Agguato a San Marzano sul Sarno, nel mirino del commando di fuoco il pentito di Poggiomarino Carmine Amoruso

E’ sfuggito al piombo e alla morte ancora una volta. Carmine Amoruso pentito di Poggiomarino, legato al clan Giugliano, costola della più potente cosca dei Fabbrocino e un tempo operante proprio nel piccolo comune vesuviano, è finito nel mirino di un commando armato nel tardo pomeriggio di ieri. Era in auto con il fratello, quando i sicari hanno esploso almeno cinque colpi di proiettile contro la vettura. Tre si sono conficcati nel cofano della Ford Puma su cui viaggiava, due hanno sfondato il vetro lato guidatore per colpire il 36enne che attualmente è inserito in un programma di protezione testimoni. Volevano ucciderlo. Non ci sono riusciti. A salvargli la vita un gesto istintivo, s’è portato il braccio sul volto per parare i colpi di pistola. E ora il collaboratore di giustizia, che negli anni ha fatto luce su numerosi misteri della malavita organizzata all’ombra del Vesuvio, è ricoverato, non in gravi condizioni, all’ospedale Martiri di Villa Malta di Sarno. Per i medici è un miracolato. Se non avesse alzato il braccio sinistro, probabilmente sarebbe stato colpito al volto. Ha una ferita alla scapola, non profonda. Ma i camici bianchi del nosocomio sarnese lo terranno sotto osservazione per le prossime ore. Probabilmente sarà operato già oggi. L’agguato nel pomeriggio di ieri, lungo la strada che da San Marzano sul Sarno conduce a San Valentino Torio. L’auto su cui viaggiavano Carmine Amoruso e il fratello viene rinvenuta dai carabinieri in via Gramsci, nel piccolo comune del Salernitano. E’ stata abbandonata lì dal 36enne e dall’uomo che era con lui in macchina. Entrambi dopo aver tentato di sfuggire ai sicari – per gli inquirenti almeno due uomini sono entrati in azione – hanno bloccato un furgone Doblò di passaggio lungo la strada, dopo aver malmenato l’autista ed essere entrati in possesso del mezzo sono corsi verso il primo ospedale per le cure mediche. Toccherà ai carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore provare a ricostruire i dettagli inquietanti di un agguato consumatosi in strada in pieno giorno. E’ stata informata dei fatti anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, pronta ad accendere i riflettori sul tentato omicidio del collaboratore di giustizia di Poggiomarino. Non è ancora chiaro dove realmente si sia consumato l’agguato, se l’auto dei fratelli Amoruso abbia percorso chilometri prima di fermarsi in via Gramsci o se sia andata in panne poco dopo la sparatoria. E soprattutto restano da individuare le persone che hanno fatto fuoco contro quella Ford Puma grigia, ora sequestrata dalla procura. Per il 36enne si tratta del secondo agguato scampato, nel 2009 i sicari volevano uccidere lui quando spararono in piazza De Marinis a Poggiomarino: massacrarono di colpi un fabbro che gli assomigliava. Il vero obiettivo del commando era lui. Come ieri. E ancora una volta ha avuto la meglio.

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