Contagiata in ospedale, Anna muore di Covid al San Leonardo di Castellammare

Vincenzo Lamberti,  

Contagiata in ospedale, Anna muore di Covid al San Leonardo di Castellammare

Aveva superato un infarto e un’ischemia. Ma per Anna Schettino, un’anziana di 80 anni della periferia nord di Castellammare, è stata fatale la permanenza all’interno di un reparto dell’ospedale San Leonardo dove ha contratto il Covid. Da quel momento, per i suoi cinque figli, è iniziato l’inferno. Fatto di silenzi e di preghiere. Fino a quando due giorni fa è deceduta. «Mia madre non meritava di morire da sola, non meritava di finire in quel sacco nero. Chi ha sbagliato dovrà renderne conto. Questa non è sanità». Silvia è la figlia maggiore di Anna. Da via Napoli la sua voce arriva per telefono ancora carica di tensione ed emozione. L’addio ad Anna c’è stato ieri pomeriggio. Ma le ultime due settimane sono state un inferno per tutta la famiglia. «Nove giorni ricoverata in cardiologia a Castellammare. Poi, sabato santo, la decisione di spostarla in rianimazione» racconta ancora la figlia. In mezzo la notizia che mai i familiari avrebbero voluto ricevere. «La sera del due aprile chiamai un medico per sapere come stava mia madre – racconta Silvia a Metropolis – mi disse a bassa voce, “purtroppo, sua madre è risultata positiva”. Altre persone in quel reparto hanno preso il Covid». Una sorta di sentenza di morte per una donna che aveva già problemi pregressi. «Ed è per questo – racconta ancora Silvia – che io mi chiedo perché sia stata messa in quel reparto, in quello stanzone dove c’erano anche altri pazienti». Il 6 febbraio scorso Anna Schettino aveva fatto un’ecografia che aveva individuato un piccolo infarto. Da lì era iniziata una lunga trafila tra centri medici ed ospedali. Prima un lungo ricovero a Nocera Inferiore. Poi un intervento di angioplastica e una permanenza nell’Utic dell’ospedale di Nocera per due settimane. «Mia madre si era ripresa – racconta ancora Silvia – certo aveva dei problemi, ma nulla faceva pensare a ciò che è accaduto». Dopo un altro peggioramento delle sue condizioni i figli decidono di chiamare l’ambulanza: «Chiesi apposta un mezzo col medico a bordo. Qualche giorno prima era venuta un’ambulanza solo con gli infermieri» spiega la figlia. Quindi il trasferimento all’Ospedale del Mare. Lì, però, Anna resta poco. Alla fine di marzo si decide per ilt rasferimento a Castellammare. «Io non sapevo neanche che mia mamma era stata messa nel reparto. Me lo hanno detto dopo. E fino al 31 marzo mia madre era negativa al Covid». Quindi le condizioni che peggiorano, le terapie, il casco per l’ossigeno. «Negli ultimi giorni non riuscivamo a parlare più con lei. Poi ci hanno detto che era in rianimazione e ci hanno fatto capire che la situazione era diventata difficile». Silvia non punta il dito contro nessuno. «Voglio solo che storie come queste non si ripetano più. Che nessuno entrato senza Covid in ospedale, debba morire per averlo preso in quelle stanze» le parole della figlia di Anna Schettino.

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