Voti comprati a Torre del Greco, torna libero Magliacano: era lo sponsor dei politici arrestati

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Voti comprati a Torre del Greco, torna libero Magliacano: era lo sponsor dei politici arrestati

Ha ammesso le sue responsabilità in relazione allo scandalo dei voti comprati alle ultime elezioni comunali. Una strategia che è valsa la revoca degli arresti domiciliari a Simone Onofrio Magliacano, il commercialista-politico ritenuto figura chiave della doppia inchiesta sulle elezioni che nel 2018 si sono concluse con la vittoria dell’attuale sindaco Giovanni Palomba. E nello stesso giorno in cui Magliacano – difeso dall’avvocato Francesco Cappiello – otteneva dal gip del tribunale di Torre Annunziata la misura cautelare più mite dell’obbligo di dimora, Mario Buono, ha deciso di dimettersi dall’incarico di consigliere comunale. Una scelta strategica quella del politico,  difeso dall’avvocato Luigi Spadafora. Con l’addio al “parlamentino” di Palazzo Baronale la difesa ritiene che possano essere superate le esigenze cautelari poste alla base del provvedimento emesso dal gip ed eseguito nelle scorse settimane dai carabinieri di Torre del Greco. Una questione destinata a finire, nei prossimi giorni, all’attenzione del tribunale del Riesame di Napoli chiamato ad esprimersi sulla richiesta di scarcerazione di Buono. Al posto del politico ai domiciliari, in consiglio comunale ora entrerà Carmela Iacomino, prima dei non eletti della lista civica “Forza Torre”. Sempre Magliacano, in questi giorni, ha anche ottenuto l’affidamento ai servizi sociali in relazione alla condanna definitiva a 3 anni di reclusione (di cui ha già scontato 2 anni) per il primo capitolo dello scandalo dei voti comprati:  la vicenda che lo vedeva protagonista assieme ad un altro politico, Stefano Abilitato, eletto con oltre mille voti in una delle liste a sostegno dell’attuale primo cittadino.  Secondo la Procura di Torre Annunziata (teorema confermato in parte dallo stesso Maglicano) il commercialista con la passione per la politica avrebbe utilizzato alcuni progetti per l’impiego promossi dalla Regione Campania per accrescere la sua clientela elettorale in vista delle elezioni del 2018. Posti di lavori con i quali Magliacano avrebbe spinto la volata dei due candidati (Abilitato e Buono) benché fossero in lizza in due fazioni politiche contrapposte durante quelle elezioni. L’obiettivo del commercialista, infatti, sarebbe stato quello di strappare una poltrona in giunta a prescindere da chi avrebbe trionfato alle elezioni tra il sindaco Palomba e gli altri candidati in lizza per la fascia tricolore. L’inchiesta sul «vile mercimonio elettorale» «indegno di un paese civile», come hanno scritto i giudici in sentenze e ordinanze, va avanti. Nel mirino dei pm guidati dal Procuratore Nunzio Fragliasso e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli, ci sono altri nomi, altri sospetti. Altri candidati che 3 anni fa avrebbero comprato i voti fuori al seggio di corso Garibaldi. E mentre gli inquirenti lavorano per mettere insieme tutti i tasselli del mosaico investigativo, la Prefettura sta vagliando con attenzione l’ipotesi di inviare la commissione d’accesso a Palazzo Baronale. Un provvedimento richiesto, nei giorni scorsi, dallo stesso primo cittadino.

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