Pompei, truffò una famiglia. Un anno al falso legale

Redazione,  

Pompei, truffò una famiglia. Un anno al falso legale

Truffa in città, condanna per il “falso” avvocato. Il Tribunale di Nola ha inflitto una condanna esemplare, a un anno e otto mesi di reclusione più multa da 800 euro, ma escludendo la recidiva contestata dal pm, a carico del sedicente avvocato Antonio Ferrara: 78 anni, nato a Napoli, condannato dal giudice per aver forse ordito ai danni di due donne, mamma e figlia, un’onesta famiglia di Pompei, un piano quasi perfetto, praticamente studiato a tavolino. Una presunta truffa già costata – secondo quanto denunciato da una delle potenziali vittime agli inquirenti – milleduecento euro versati come anticipo sulla parcella per “un’attività di patrocinio legale in realtà mai svolta”: è quanto si legge nell’avviso di chiusura indagini, firmato dal pm della Procura di Nola Luisa D’Innella, costato prima il rinvio a giudizio e infine la condanna per il presunto falso legale. Antonio Ferrara avrebbe esercitato “abusivamente la professione di avvocato, pur non essendo iscritto al Consiglio dell’Ordine, nè aver ottenuto l’abilitazione”. Tuttavia, a Pompei, il sedicente legale era conosciuto come un professionista di fiducia per conto di un’agenzia immobiliare di Acerra.

E’ a questo punto che si entra nel pieno della presunta truffa consumata ai danni della famiglia, costituita parte civile a processo e difesa da un “vero” legale, l’avvocato Raffaele Attanasio di Pompei. Si parte da lontano, anno 2006, quando la mamma vuole acquistare una casa per la figlia. La donna si rivolge quindi all’agenzia di Acerra, che le propone un affare: un appartamento da centomila euro, con compromesso di vendita del valore di novemila da versare in favore del venditore entro il 21 luglio. Detto, fatto. Il compromesso viene firmato, ma poco dopo l’affare sfuma. Perchè? Chi ha intenzione di comprare scopre infatti che sul quell’appartamento è in corso una “procedura di iscrizione ipotecaria”. Novemila euro vanno allora in fumo, ma l’agenzia propone la soluzione: un avvocato di fiducia, tale Antonio Ferrara, che facendo causa al venditore potrebbe far riavere tutto indietro.

“Poco tempo dopo averlo incontrato allo studio – ha poi denunciato la mamma di Pompei – tale avvocato Ferrara mi contattava per telefono, dicendomi che la causa era stata vinta e che c’era la possibilità di addivenire a una transazione con la controparte, che aveva offerto la somma di ventiduemila euro”. In realtà, Ferrara non avrebbe mai iscritto a ruolo quella causa. Lo avrebbe fatto invece un altro legale, il difensore degli eredi del venditore, che l’ha infine vinta. Infatti, dopo il danno, per mamma e figlia di Pompei è arrivata anche la beffa: un avviso di pagamento spedito dalla Agenzia delle Entrate per “spese registrazione relative a causa civile” conclusa con il rigetto di una “domanda di risarcimento”. Una cartella esattoriale che, a 13 anni di distanza, ha poi convinto la famiglia a querelare Ferrara. In sentenza, ora, le presunte vittime hanno ottenuto il risarcimento dei danni, che saranno liquidati in altra sede.

CRONACA