Lo scandalo delle discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio

Pasquale Malvone,  

Lo scandalo delle discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio

Il Parco Nazionale del Vesuvio è un’area protetta per definizione, o almeno così dovrebbe essere. Già, perché gli episodi di abbandono dei rifiuti che periodicamente balzano agli onori della cronaca, sono un colpo al delicato ecosistema già messo a dura prova dagli incendi. E quel che resta dei roghi è l’unica speranza di salvezza di un patrimonio preziosissimo che è marchiato a fuoco nel vissuto dei comuni che sorgono alle pendici del Vesuvio. Non c’è solo la storia passata da preservare ma un futuro da costruire.

Un viaggio nel tempo che viene interrotto ogni qualvolta il parco viene calpestato, graffiato da criminali impuniti. Secchi di pittura abbandonati tra i vigneti del Lacryma Christi, vecchi mobili sulle ginestre di leopardiana memoria e scarti edili calpestati dalle volpi in cerca di prede. In questo periodo, nonostante il lockdown, il fenomeno degli sversamenti abusivi continua a destare preoccupazione.La segnalazione a mezzo social è partita da alcuni ristoratori di via Cifelli nella zona denominata alto Fruscio al confine tra Boscotrecase e Trecase, dove è stato rinvenuto del materiale risulta abbandonato quasi sul ciglio della strada in tutta fretta.

Un altro punto incriminato e oggetto di recenti sversamenti illegali si trova a ridosso della strada di accesso alle aziende vinicole, a nord di via Panoramica. In bella vista, ci sono materiali cosiddetti RAEE, ovvero rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e scarti di smaltimento casalingo a ridosso della pineta di via Argano, nel tratto interpoderale che ricade nel comune di Boscotrecase.

I ritrovamenti sono stati segnalati alle forze dell’ordine e ai carabinieri forestali.E con un po’ di fortuna, stando a quanto si apprende i balordi sarebbero stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso in dotazione ai “ranger” vesuviani che sulla vicenda hanno avviato un’indagini ufficiale.Intanto numerose per il 22 Aprile, nella Giornata mondiale della Terra, le associazioni del territorio insieme all’Università di Napoli hanno promosso un webinar di confronto e discussione sul valore delle aree protette come contrasto ai cambiamenti climatici.

Per il 24 maggio, nella Giornata europea dei Parchi, sarà organizzata una campagna di “clean up” in varie località del Parco del Vesuvio per tenere alta l’attenzione sul contrasto ai fenomeni di sversamenti illeciti di rifiuti e tutela della biodiversità e della conservazione dell’area protetta, coinvolgendo prima di tutto i giovani del territorio.Pasquale Malvone

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