Resti mortali abbandonati al cimitero di Torre del Greco, l’incubo messe nere

Alberto Dortucci,  

Resti mortali abbandonati al cimitero di Torre del Greco, l’incubo messe nere
Il luogo del ritrovamento

Torre del Greco. Le «ossa del mistero» ora sono sigillate in due sacche della polizia scientifica e custodite all’interno di un ufficio del cimitero, in attesa degli eventuali accertamenti disposti dalla procura di Torre Annunziata. Verosimilmente sarà il test del Dna a stabilire la natura dei resti mortali abbandonati tra i viali dell’eterno riposo – alcune ossa di forma allungata sembrerebbero richiamare un femore umano – ma il day-after il macabro ritrovamento spuntano le prime piste investigative, insieme alle inevitabili polemiche sullo stato di complessivo degrado del camposanto.

L’incubo messe nere

Se le verifiche tecniche dovessero confermare la natura umana delle ossa lasciate in un sacchetto della spesa abbandonato sul muretto di un compreso nicchiario in zona Izzo – l’area del cimitero a due passi dalla Congrega di San Michele – si aprirebbero inquietanti scenari sulla città del corallo, già costretta in passato a fronteggiare l’incubo di riti satanici all’ombra del Vesuvio. L’ipotesi legata alle messe nere non è scartata dagli investigatori, sebbene gli uomini in divisa guidati dal primo dirigente Antonietta Andria preferiscano andare con i piedi di piombo. Ma l’assenza di terriccio all’interno della busta in cui sono state gettate le ossa lascerebbe escludere la pista di resti di una esumazione fuorilegge e di una profanazione di qualche tomba. Gli agenti di polizia – allertati dal direttore del cimitero Pasquale Magliacane – hanno già ascoltato l’anziano che per primo ha segnalato la presenza del sacchetto della spesa, ma non sarebbero emersi elementi utili alle indagini. Confermata, invece, l’assenza di filmati del sistema di videosorveglianza del cimitero: l’area in cui è avvenuta la sinistra scoperta, infatti, non è «coperta» da telecamere. L’unica certezza, al momento, resta il momento dell’abbandono: durante la notte di sabato oppure alle prime luci del giorno di domenica. «Al termine delle abituali pulizie del sabato non era stato notato nulla di strano», le parole raccolte dagli investigatori dai custodi del camposanto.

La polemica social

La notizia shock si è diffusa in poche ore attraverso i social, provocando indignazioni e polemiche. Legate, in particolare, ai recenti interventi di ristrutturazione di alcuni compresi nicchiari e al conseguente trasferimento momentaneo di decine di resti mortali. «Potrebbero essere di mia zia – la rabbia espressa da un internauta su Facebook -. Dopo i lavori, le sue spoglie sono state perse: all’interno della sua cassetta c’erano i resti di un’altro donna». Una circostanza drammatica, eppure non isolata. «In questa città neanche i morti possono stare tranquilli – l’amara riflessione diffusa attraverso i social -. È una vergogna».

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