Abusi con vista sul mare a Sorrento, un esposto in Procura

Salvatore Dare,  

Abusi con vista sul mare a Sorrento, un esposto in Procura

C’è caos sull’eventuale proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 2033. E la Procura di Torre Annunziata mantiene i riflettori accesi sui presunti abusi edilizi presenti lungo il litorale della penisola sorrentina. In tutto ciò, i Comuni – attraverso l’Anci – hanno chiesto al governo un intervento con cui si possa fare chiarezza sia sul rinnovo delle licenze – che riguardano innanzitutto i balneari – e sull’applicazione delle proroghe già previste dallo Stato centrale alcuni mesi fa. «Ma è necessario soprattutto ripristinare la legalità» ribadisce in il movimento civico “Conta anche tu” che già da tempo ha sollecitato un’indagine della magistratura sulla querelle degli abusi edilizi, in particolare a Sorrento. La storia è nota: alle spalle degli stabilimenti di Marina Piccola vi era una stradina che consentiva di raggiungere il ninfeo romano. Ora quel tracciato, stando all’esposto a firma del movimento civico, non esiste più perché “occupato” dai lidi. E nei permessi rilasciati tre anni fa per aprire regolarmente si prevedeva il ripristino dello stato dei luoghi quale condizione imprescindibile per proseguire l’attività. «Era fissato anche il termine del 31 dicembre 2020» ha ripetuto nelle scorse settimane Francesco Gargiulo, leader dell’associazione e già candidato alla carica di sindaco di Sorrento lo scorso settembre. Ora, alla luce della telenovela amministrativa sull’ipotesi di proroghe delle concessioni, lo stesso coordinatore del movimento “Conta anche tu” evidenzia pubblicamente, anche con un post pubblicato nei giorni scorsi sul social network Facebook, che «questa non è una battaglia a titolo personale ma a difesa di tutti, e di tanti cittadini che da decenni chiedono il rispetto dei loro diritti. In molti non si esprimono per ingraziarsi chi da tempo non rispetta né i diritti degli altri né la legalità». In chiusura la citazione di una celebre frase di Ezra Pound: «Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui». La questione delle proroghe delle concessioni demaniali marittime è di evidente attualità perché le amministrazioni comunali si ritrovano in una sorta di “limbo” interpretativo. Esiste un un rompicapo sulla facoltà di estendere o meno le autorizzazioni. Innanzitutto, ci sono numerose sentenze della giustizia amministrativa che non boccia l’opportunità di prorogare le concessioni. A fare da contraltare a questa situazione, diverse Procure che si sono attivate con inchieste e accertamenti e provvedimenti di Tar e Consiglio di Stato che contestano la volontà di fissare al 2033 la scadenza delle concessioni. Pesa indubbiamente la sentenza del 2016 della Corte di giustizia europea, si sottolinea quanto le proroghe siano in contrasto con le normative e la direttiva Bolkestein. Senza dimenticare che la Regione Campania ha previsto un regime di proroga delle concessioni scadute fino al 31 luglio di quest’anno giustificando la proroga con l’emergenza Covid.

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