Pompei, la testimonianza di due genitori: «Lo strazio della Dad per i nostri figli fragili»

Gaetano Angellotti,  

Pompei, la testimonianza di due genitori: «Lo strazio della Dad per i nostri figli fragili»

«Finché la didattica a distanza era garantita dai docenti non abbiamo avuto problemi. Ma col rientro in classe, paradossalmente, per i nostri figli sono iniziati i problemi: dalla scuola, nonostante l’abnegazione degli insegnanti, non si riesce in alcun modo a garantire la Dad agli alunni fragili che in aula non possono rimettere piede». Lo sfogo arriva da Pompei, da uno dei genitori i cui figli rappresentano la cosiddetta categoria dei “fragili”, che sono costretti a restare a casa perché l’eventuale contagio Covid li metterebbe seriamente a rischio. «L’istituto Matteo Della Corte – spiega – da quando è ripresa l’attività scolastica in presenza, un paio di settimane fa, non è ancora riuscito a garantire il diritto allo studio ai nostri figli. In pratica, per problemi tecnici, le videolezioni risultano impossibili, e ogni giorno ci sentiamo ripetere la stessa cosa: “Il collegamento oggi non funzione”. Eppure dal Comune di Pompei sono stati compiuti tutti gli sforzi: «Devo dire che la dottoressa Raffaella Di Martino si è presa a cuore la situazione e in pochi giorni ha provveduto al potenziamento della connessione internet, e a breve di quello elettrico, che pare sia la fonte del problema. E, sia chiaro, anche il personale docente fa il possibile per tentare di seguire i nostri bambini e coinvolgerli nelle lezioni, ma è costretto a fare i salti mortali. Utilizzando una webcam collegata a un portatile, che inquadra la lavagna lateralmente: lascio immaginare cosa può arrivare a un bambino delle elementari o a un ragazzino delle medie, tanto più che basta che l’insegnante si allontani di qualche metro perché non si senta nemmeno più la sua voce. Mi chiedo: visto che purtroppo questa storia va avanti da un anno e si sapeva sin dall’inizio che non tutti gli alunni, purtroppo, sarebbero rientrati in presenza, la scuola non si poteva organizzare prima e meglio? Dotandosi di strumenti tecnologici di certo non fantascientifici? E se, come in molte scuole del Nord, anche durante il lockdown i docenti fossero stati obbligati alla Dad da scuola, cosa sarebbe successo?». Gaetano Angellotti

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