I pastori della collezione Deiulemar venduti all’asta per un milione

Alberto Dortucci,  

I pastori della collezione Deiulemar venduti all’asta per un milione

Torre del Greco. I pastori della collezione privata del comandante Giuseppe Lembo portano un milione e centomila euro nelle casse della società di fatto della Deiulemar compagnia di navigazione. è il «regalo» per gli obbligazionisti traditi dagli armatori-vampiri arrivato dalla casa d’aste Vincent di Napoli, dove sono state battute le opere d’arte appartenute al fondatore – insieme a Giovanni Battista Della Gatta e Michele Iuliano – dell’ex fiore all’occhiello dell’economia all’ombra del Vesuvio. Come auspicavano i risparmiatori, gli appassionati di natività e statuine si sono dati battaglia per i pezzi pregiati e l’incasso finale è stato superiore all’iniziale stima di 744.000 euro.

L’asta per i pezzi top

La curatela fallimentare della Sdf – composta da Giuseppe Castellano, Massimo Di Pietro e Antonio Denotaristefani di Vastogirardi – contava di recuperare dai «pezzi unici» custoditi dagli armatori-vampiri circa 2,5 milioni di euro: una somma in linea con le stime messe nero su bianco da Barbara Mancusi Barone, l’esperta di oggetti di antiquariato – in passato assessore della giunta comunale di Ercolano guidata da Luisa Bossa – incaricata della perizie sulle opere d’arte attribuite, tra gli altri, a Giuseppe Sammartino e Nicola Vassallo. Proprio le opere top hanno garantito l’attesa iniezione di liquidità: all’asta sono state assegnate le figure delle due scene storiche dei Magi, già appartenute al cavaliere Vincenzo Catello. Alcuni pezzi sono stati aggiudicati a cifre superiori rispetto alla stima, a dimostrazione del gradimento riscontrato presso i collezionisti dai Magi e da buona parte degli orientali provenienti dalla collezione Alicino.Battuti all’asta poi diversi animali, come la pecora dormiente e l’ariete di Saverio Vassallo, il cavallo impennato di Nicola Vassallo, il cinghiale di Francesco Gallo e il dromedario. Aggiudicati a cifre importanti diverse figure come il mendicante in adorazione attribuito a Giovanni Battista Polidoro, la Georgiana, il piccolo dormiente attribuito al Mosca, il vecchio con ombrello di Francesco Celebrano e l’angelo con turibolo di Nicola Ingaldi.Rimasti invenduti, invece, alcuni dei pezzi forti tra cui: il soldato della Marina Borbonica, il nano di Francesco Celebrano, la scena della bella Georgiana e la natività con il trittico di cherubini attribuita a Giuseppe Sanmartino. Opere d’arte destinate a finire nuovamente all’asta.

Riparto lontano

Il successo dell’asta dei pastori non garantirà in tempi brevi un nuovo riparto per gli obbligazionisti. Per incassare ulteriori soldi, infatti, i risparmiatori dovranno aspettare il raggiungimento di una decina di milioni – circa l’1% – disponibili, al netto delle riserve di legge. Non è escluso un confronto a breve tra le curatele fallimentari di Sfd e Dcn per valutare la possibilità di procedere a un ristoro per i risparmiatori.

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