Disastro ospedali in penisola sorrentina: reparti ancora ko, pronta la protesta

Salvatore Dare,  

Disastro ospedali in penisola sorrentina: reparti ancora ko, pronta la protesta

Da sei mesi il pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense è chiuso. Una scelta, assunta dall’Asl Napoli 3 Sud, motivata allora dalla necessità di smistare il personale medico nei centri Covid della provincia intanto andati in tilt per la seconda ondata di contagi. Non solo. Anche a Sorrento l’ospedale è al collasso: Chirurgia è off limits mentre il reparto di Rianimazione va avanti a stento complice l’irrisolta carenza di personale. E’ questo il desolante quadro della situazione che perdura nei presidi sanitari riuniti della penisola sorrentina e che viene tratteggiato ancora una volta dal coordinamento di associazioni e unità pastorali. Qui, preti e cittadini, da mesi, lottano per un diritto: quello alla salute. «Non si muore solo di Covid» recitava tristemente uno striscione affisso all’ingresso dell’ospedale di Vico Equense. Un simbolo di difficoltà pesanti, con Asl e Regione sul banco degli imputati le cui rassicurazioni col passare del tempo pesano come bluff, chiacchiere, visto che di soluzioni incisive per fornire risposte adeguate non se ne intravedono. La tensione è alle stelle perché mentre si insegue il “sogno” dell’ospedale unico da realizzare a Sant’Agnello – se ne parlerà tra qualche anno, se tutto va bene – nella quotidianità si va avanti senza una rotta precisa, con forti disagi sia per il personale sanitario (che fa immensi sacrifici in questo mare di problemi) sia per i pazienti. Ora il coordinamento, che si è riunito lunedì, ha deciso di organizzare un flash mob nel corso dei prossimi giorni e chiedere un incontro con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Nell’ultimo documento firmato da unità pastorali e associazioni non si fanno giri di parole: «Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sull’inaccettabile perdurare delle criticità negli ospedali della penisola sorrentina. Criticità che, al di là delle rassicurazioni di facciata, continuano a mettere a repentaglio la salute dei cittadini e l’auspicata ripresa economica, legata alle prospettive di movimentazione turistica». Vero, c’è stato un incontro pure con il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud Gennaro Sosto, ma «nulla è cambiato – sottolineano i componenti del coordinamento -. Perdurano la chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Vico Equense e del reparto di Chirurgia all’ospedale di Sorrento, mentre è operativo solo a singhiozzo, con prospettive tutt’altro che incoraggianti, il reparto di Rianimazione a Sorrento. Anche le soluzioni ventilate nell’immediato, con l’ipotetico coinvolgimento di partner privati per agevolare l’arruolamento di nuovi anestesisti, sono inaccettabili. Appaltare parte dei servizi essenziali, legandoli al coinvolgimento di operatori privati (che – ad onor del vero – sicuramente non si tirerebbero indietro), rischia seriamente di associare il diritto alla salute alle fluttuazioni e alle logiche del mercato. E’ un principio che non possiamo accettare». E ancora: «Non abbiamo ricette, e forse – oltre a non essere competenti in materia – non siamo nemmeno in grado di elaborarle; questo è il compito/servizio proprio di chi è chiamato a governare la sanità pubblica».

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