Torre Annunziata, Maurizio ucciso con un coltellaccio da cucina. L’autopsia: «Una lama di 11 centimetri conficcata nel petto»

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, Maurizio ucciso con un coltellaccio da cucina. L’autopsia: «Una lama di 11 centimetri conficcata nel petto»
Il luogo del massacro

Torre Annunziata. Una lama di undici centimetri conficcata interamente nel torace. Un coltellaccio da cucina dallo spessore di quattro centimetri affondato senza pietà tra le costole e il cuore, mentre le altre tre belve gli tenevano ferme le mani e i piedi sul cofano di quella macchina bagnata di lacrime e sangue. Sono i primi, raccapriccianti retroscena che emergono dall’autopsia eseguita sul cadavere del povero Maurizio Cerrato, il sessantunenne di Torre Annunziata che lunedì sera è stato ucciso da un branco di belve in via IV Novembre per aver difeso sua figlia. Ieri mattina, come da programma, è stato conferito l’incarico al medico legale ed è stato effettuato l’esame autoptico sul corpo dell’uomo. La relazione finale verrà depositata entro 50 giorni. Ma da un primo esame sono già emersi particolari significativi. Dettagli inquietanti che danno il senso dell’efferatezza e dell’assoluta ferocia degli assassini. Una barbara esecuzione. Un delitto terrificante messo a segno con quell’arma che sinora non è stata ancora ritrovata. Un grosso coltello da cucina che uno dei 4 aggressori avrebbe impugnato mentre le altre 3 belve tenevano fermo Maurizio per impedirgli di reagire. Una lama conficcata per intero nell’emitorace destro del sessantunenne. Una ferita profonda almeno undici centimetri. Un dato, questo, che confermerebbe la chiara volontà di uccidere degli assassini. Assassini che secondo la Procura di Torre Annunziata sono quattro. I quattro indagati destinatari, all’alba di venerdì mattina, di un decreto fermo di indiziato per l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Giorgio e Domenico Scaramella, Antonio Cirillo e Antonio Venditto: sarebbero loro, secondo i pm, gli autori del massacro di Maurizio Cerrato. L’indagine-lampo coordinata dal pm Giuliana Moccia e dal Procuratore Nunzio Fragliasso si basa soprattutto sui racconti di Maria Adriana Cerrato, la figlia di Maurizio: l’unico dei 4 testimoni oculari che ha avuto il coraggio di raccontare ciò che ha visto a pm e carabinieri.  La ragazza ha raccontato di aver spostato alcune sedie piazzate su uno spazio pubblico, nei pressi di via IV Novembre, per parcheggiare la sua auto. Da qui la vendetta. Al ritorno da lavoro Maria Adriano trova una ruota bucata. Chiama suo padre e nel frattempo piazza quella sedia sul cofano di un’altra auto. Parte la vendetta. Maurizio e Maria Adriana vengono aggrediti da due persone: identificate dagli inquirenti in una donna e in Giorgio Scaramella. Quest’ultimo arriva a colpire Maurizio con un cric, spaccandogli il sopracciglio. Il sessantunenne reagisce e rompe gli occhiali di Scaramella per poi offrirsi di ricomprarglieli. Un gesto distensivo che sembra placare gli animi. Sembra finita qui, ma dal nulla, qualche istante dopo, spunta un branco di belve. Almeno altre tre persone, identificate dalla Procura negli indagati. Il resto è raccontato dalla lacrime di Maria Adriana. «Ho visto mio padre morire davanti ai miei occhi», ripete la ragazza. Le indagini sul delitto sono ancora in corso. La Procura è al lavoro per mettere insieme tutti i tasselli del mosaico investigativo e blindare le accuse nei confronti degli indagati. Lunedì c’è la convalida del fermo che si svolgerà nell’aula bunker del carcere di Poggioreale. Un’udienza che si preannuncia infuocata. La difesa di Venditto, rappresentato dall’avvocato Mauro Porcelli, ha avviato un’indagine difensiva per dimostrare che l’indagato, al momento del delitto, si trovava da tutt’altra parte e sarebbe vittima di un errore di persona. Ma prima del banco di prova in aula c’è l’ultimo abbraccio a Maurizio. Dopo l’autopsia la salma del sessantunenne di Torre Annunziata è stata, infatti, restituita alla famiglia. Oggi alle 15 e 30 si celebreranno i funerali all’interno della chiesa di dello Spirito Santo di corso Vittorio Emanuele III. Poi il corpo di Maurizio verrà cremato.

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