Torre del Greco, summit del «cerchio magico» del Pd all’hotel Sakura: otto capibastone preparano il dopo-Palomba

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, summit del «cerchio magico» del Pd all’hotel Sakura: otto capibastone preparano il dopo-Palomba
L'ex hotel Sakura a Torre del Greco

Torre del Greco. Una «riunione ristretta» per rimettere insieme i cocci andati in frantumi il giorno della mancata presentazione della lista alle elezioni del 2018 e per gettare le basi della prossima chiamata alle urne. Che l’aria su palazzo Baronale sia diventata pesante si nota dalle piccole cose: non ultimo, l’incontro organizzato dai capibastone del Pd per cominciare a programmare il futuro. Senza Giovanni Palomba, fino a oggi sostenuto da qualche corrente e blandamente avversato da qualche area di minoranza.

Il cerchio magico

Ufficialmente, il summit convocato presso l’hotel Sakura – la nuova «casa» dell’ex vicesindaco Lorenzo Porzio, ma pure dell’assessore Felice Gaglione – doveva essere una sorta di «rimpatriata» tra figure-chiave del presente e del passato in vista del prossimo tesseramento locale. A fare gli onori di casa, proprio l’ex braccio destro di Gennaro Malinconico insieme al consigliere regionale Loredana Raia. Poi, seduti intorno al tavolo, il segretario cittadino Salvatore Romano e il suo predecessore Massimo Meo – il responsabile del flop-lista, riemerso dal nulla dopo tre anni di esilio politico – l’ex consigliere comunale Michele Polese, il dipendente comunale Salvatore D’Alesio e i due casilliani Andrea Di Lecce e il «sempre-candidato» Luigi Mennella. Insomma, i «big» del Pd di Torre del Greco chiamati a risollevare il primo partito del centrosinistra all’ombra del Vesuvio.

Il dialogo con il M5S

Gli otto capibastone hanno provato a sotterrare le asce di guerra sventolate negli ultimi tre anni – due le fazioni in cui si è spaccato il Pd dopo la vittoria di Giovanni Palomba, la prima capeggiata da Loredana Raia a «sostegno istituzionale» del sindaco e la seconda guidata dal segretario cittadino Salvatore Romano pronta sempre a evidenziare i disastri del leader della carovana del buongoverno – e a concordare una strategia condivisa in vista del prossimo congresso e della futura corsa al voto. Il primo step, come già annunciato all’indomani della nuova tegola giudiziaria caduta su palazzo Baronale, sarà la ricostituzione del tavolo del centrosinistra. Con una sedia riservata agli esponenti del M5S, i nuovi alleati a livello nazionale e sicuri avversari di Giovanni Palomba & company in consiglio comunale. «Perché si potrebbe votare direttamente nel 2023, ma in caso contrario dobbiamo essere pronti», la linea unica del «direttivo ristretto». Se due indizi dovessero diventare una prova, la nuova campagna elettorale potrebbe non essere lontana.

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